E' IL LIBRO CHE HA VINTO L'EDIZIONE 2002 DEL PREMIO STREGA.
L'autrice, Margaret Mazzantini, è nata a Dublino, vive a Roma, è la moglie del regista e attore Sergio Castellitto e ha esordito nel 1994 con "Il catino di zinco", pubblicato dalla Marsilio. "Non ti muovere" sono le parole che un padre dice alla figlia, sdraiata sul lettino d'ospedale dopo un grave intervento per trauma cranico. Lui, il padre, è primario chirurgo in quello stesso ospedale in cui sua figlia Angela è stata portata d'urgenza, dopo l'incidente con il motorino. Sei ore fuori della camera operatoria, la sta operando un suo amico. Sei ore in cui lui si confessa, raccontandole il suo passato.
A chi racconta? Più a se stesso che a lei, il ricordo custodito gelosamente di una passione, ma ogni confessione è dettata da un senso di colpa. E' questa colpa che Timoteo vuole ammettere, offrire il ricordo della morte di una persona amata per scongiurare la morte di un'altra. Forse, se si separa da quel ricordo, Angela si salverà. Una storia d'amore durata un anno, finita quindici anni prima. Quindici come gli anni di Angela.
Già, lui non aveva lasciato la moglie perché lei era incinta di Angela. Amava l'altra donna al di là di ogni ragione - ma è mai possibile spiegare un amore? Una donna così diversa dalla moglie, una relazione iniziata per caso, con una violenza e una brutalità di cui si era vergognato. E la sua colpa era stata quella di non essersi rallegrato abbastanza per l'arrivo della figlia dopo tanti anni di matrimonio, di essere scappato via dall' ospedale lasciando mamma e bambina per raggiungere l'altra, aver pensato di poter piantare tutto- prima di quella fine tremenda. Oh sì, era tornato a casa, aveva fatto il padre, ma tenendosi sempre in disparte, sempre un poco assente dietro un ricordo impossibile.
Scrive bene la Mazzantini, il racconto corre veloce, condividiamo l'ansia del padre fuori di quella sala operatoria, il suo tentativo di scavare dentro di sé senza pietà con un bisturi che non ha la forza di usare per operare sua figlia. E tuttavia c' è un po' troppo sentimento e un indugiare eccessivo nella morbosità del ricordo perché risulti credibile e convincente che sia un uomo il narratore di questa storia, anche se, d' altra parte, non so se una madre riuscirebbe a pensare ad un amante più a lungo del tempo necessario per rinunciarci, quando dovesse pregare per la vita di una figlia. Una lettura piacevole per l'estate.
Margaret Mazzantini, Non ti muovere, Ed. Mondadori, pp.295, Euro 16,53
Marilia Piccone 21-08-2002