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NO AIDS. GLOBALIZZARE LA SALUTE, DANIELA MINERVA, STEFANO VELLA
1 dicembre: non dimentichiamo il Terzo Mondo
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IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL'AIDS, OGNI ANNO IL PRIMO DICEMBRE LE LUCI DELLA RIBALTA MEDIATICA SI ACCENDONO SULLE PROBLEMATICHE CONNESSE ALLA DIFFUSIONE DEL VIRUS HIV.
   Nel Primo Mondo si tratta soprattutto di un'occasione per invitare ad una sessualità responsabile. Non bisogna però dimenticare che nei Paesi del Terzo Mondo più di 50milioni di persone sono sieropositive e l'Aids è la principale causa di morte in Africa. Si tratta di Paesi in cui la salute non è un diritto ma un privilegio. Infatti, mentre nel Nord del mondo la ricerca per la cura dell'Aids ha fatto passi da gigante, nel Sud del mondo la malattia continua a colpire come un flagello.
   Le responsabilità di questa situazione vanno divise tra diversi soggetti: dal colonialismo che ha sconvolto i rapporti di genere nelle società in via di sviluppo con catastrofiche conseguenze al capitalismo selvaggio che a colpi di sfruttamento e povertà ha creato l'humus ideale per la diffusione del virus; dagli occidentali dediti al turismo sessuale agli stessi Africani legati a superstizioni del passato e diffidenti verso le terapie proposte dalle cause farmaceutiche.
   Nel dialogo tra la giornalista Daniela Minerva e il presidente dell'International Aids Society Stefano Vella si fa il punto della situazione sulla diffusione dell'Hiv in questi Paesi; inoltre, si ricostruisce la storia della malattia, dai primi casi nella comunità gay di San Francisco fino al processo di Pretoria intentato dal Sudafrica contro le multinazionali del farmaco.
   Si fa poi una proposta concreta e provocatoria: globalizzare la salute. L'Aids è infatti una malattia tragicamente democratica e proteiforme, in grado di colpire tanto i ricchi di Beverly Hills quanto le prostitute thailandesi. Gli autori considerano perciò la sfida all'Aids come un'opportunità per ripensare il sistema sanitario mondiale rendendolo più democratico ed eliminando le ingiustizie.
   Se fare sesso protetto è un dovere per l'individuo responsabile che ci tiene alla propria vita, per il cittadino responsabile che ci tiene alle sorti del villaggio globale è un dovere promuovere il dibattito intorno a queste questioni e supportare le associazioni impegnate nella lotta all'Aids. Non solo un giorno all'anno, please.

Daniela Minerva, Stefano Vella, No Aids. Globalizzare la salute, Avverbi Edizioni, pp. 183, Euro 10.00

Simone Spallanzani  24-11-2002

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