COSA SUCCEDE AI GRANDI VECCHI DELLA LETTERATURA? Non bastava che il povero Tonino Guerra si mettesse a pubblicizzare una catena di grandi magazzini: adesso anche Fernanda Pivano, colei che ha fatto conoscere in Italia Hemingway e la beat generation, non solo perde le bave per il Jovanotti-pensiero, ma si mette anche a sponsorizzare libri e autori inutili come questo “Adrenalina” di Melanie Moore.
Edito da Gremese nella collana “Gli spilli”, il romanzo racconta la storia di Roy e Liz, una coppia di giovani pittori americani che, dopo un duro periodo di stenti, “hanno svoltato”.
Come si conviene in questi casi, negli Stati Uniti non ci stanno, tanto i parenti basta vederli dieci minuti ogni tot anni: hanno vissuto senza una lira a Venezia (!) e adesso che la fortuna è girata si muovono tra Parigi (e ti pareva!) e la Costa Azzurra (chiaro!). Si imbarcano nello yacht di George, una macchietta di agente Cia (forse) che sta combinando qualcosa che non si sa e non si saprà fino alla fine. Lì, Liz conosce il quarantenne Richard, bello e stronzo quanto basta perché lei, che sta con un coetaneo troppo buono e cerca sotto sotto un sostituto del padre, se ne innamori all’istante. Grandi patemi ma il lieto fine è dietro l’angolo.
“Adrenalina” racchiude un’incredibile raccolta di luoghi comuni: Parigi e Venezia sono descritte esattamente come se le aspetta l’americano medio che non ci ha mai vissuto, il concatenarsi degli avvenimenti è molto più che prevedibile. A ciò si aggiunga l’inutilità di alcuni personaggi di contorno e il continuo “rumore”, il parlarsi addosso dei protagonisti, un fiume in piena di battute stile soap opera che finisce per lasciare stordito anche il lettore più ben disposto.
Melanie Moore, Adrenalina - Luna di carne 2, Gremese, pp.156, Euro 12,50
Angelo Surrusca 18-11-2002