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AD AVERE OCCHI PER VEDERE
Un Romanzo filosofico sulla lotta tra Bene e Male
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La copertina del libro trucco! I MEMBRI DELLA REDAZIONE PROVVISORIA DI UNA NASCENTE RIVISTA CULTURALE SONO IN riunione per fare il punto della situazione. L’obiettivo fissato è riuscire a pubblicare il numero zero prima dell’estate. I Prof.ri Attardi, Belforte, Berlingieri, Graziosi, Ponte e Settìmi sono i convocati.
   Durante l’incontro, però, il giovane Iago attacca duramente la tesi del prof. Alberto Berlingieri, il quale sostiene la priorità del problema del linguaggio da utilizzare rispetto alla discussione su articolazione e contenuti.
   Secondo il cattedratico, infatti, è opportuno servirsi di un linguaggio interdisciplinare aperto, democratico, libero e critico, imposto dall’ambizione della rivista di rivolgersi ad un pubblico vasto.
   Iago gli fa notare che anche ad una persona intelligente può capitare di dire una stupidaggine, aggiungendo che è vero anche il contrario: anche ad uno stupido può capitare di dire qualcosa di intelligente. E qui si scatena un putiferio che lascia di stucco il lettore: per vendicarsi dell’affronto subito, Berlingieri decide di abbandonare il suo posto, recarsi davanti al ragazzo, sbottonarsi i pantaloni e… urinargli addosso, senza peraltro riuscire a colpire l’insolito bersaglio umano, che si sottrae agilmente dall’infelice situazione. A partire da questo “casus belli” si scatena un intreccio narrativo esilarante, che convince l’anziano docente di trovarsi alle prese con un’insidia di natura diabolica. Non a caso soprannominato “Giove tonante” dal figlio Wiesengrund – per gli amici semplicemente “Lallo” – il settantatreenne Alberto Berlingieri si pone così a capo di una qualificata “cellula di sopravvivenza” per contrastare la minaccia del Male, che però si rivela, nell'incarnazione specifica di Iago, più agguerrito del previsto…
   Il libro si divide in quattro parti: “Delle morse senza scampo”, “Della vera natura di un demonio”, “Dei duelli all’ultimo sangue” e “Dell’amore che non giudica”. Una quadripartizione raffinata, rappresentativa del background culturale dell’autore, che è Ricercatore di Filosofia presso il CNR.
   Particolarmente severo ci pare il giudizio di valore espresso sulla categoria generale del professore universitario, visto come una persona che ha già commesso molti crimini non solo verso sé stesso, strisciando come un verme, ma anche verso gli altri, dato che ha fatto sempre di tutto per schiacciarli sotto i propri piedi, senza alcun rispetto per la dignità altrui.
   “Ad avere occhi per vedere” è un libro che trasmette una lezione ben precisa: chi possiede una vista davvero acuta può notare uomini significativi muoversi in modo bizzarro in un tempo assai stupefacente. E farne i personaggi di un romanzo che non è altro che l'ennesima occasione di riflessione sul senso stesso della vita e dell'eterna lotta tra Bene e Male…

Leonardo Pica Ciamarra, Ad avere occhi per vedere, Minimum fax, pp. 211, Euro 10

Fernando Bassoli  30-12-2002

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