BEN ARGOMENTATO, MA INSIPIDO E POCO GRAFFIANTE NELLA SUA CONVENZIONALITÀ l’ultimo libro di Francesco Florenzano, che sviscera i rapporti generazionali del nuovo millennio. “Generazione L”, che prende il nome dal numero romano che simboleggia il “50”, non fa altro che analizzare, da un punto di vista sociologico, la supremazia della generazione di attuali cinquantenni, capace di detenere il potere politico-economico a tutti i livelli nella nostra società.
Lo psicologo e gerontologo autore di queste argomentazioni, alla sua terza pubblicazione, caratterizza sostanzialmente le generazioni più giovani, quelle più anziane e quella già citata nel titolo, evidenziando il solco sempre più profondo che sta progressivamente isolando le prime due schiere dalla terza, che manovra il tutto dalle fantomatiche “stanze dei bottoni”. Florenzano tenta di spiegare i motivi di questa generazionale ascesa al potere, svelando astuzie e inganni utilizzati da questi cinquantenni per mantenere ben salde le proprie poltrone, senza dare troppo nell’occhio.
Il loro “camaleontismo”, si evince dal libro, permette loro di cambiare maschera, nei rapporti con le altre generazioni, a seconda delle situazioni, apparendo alleata per poi muovere a proprio piacimento i fili del “teatrino” sociale. Il rapporto con la tecnologia, la capacità di far emergere falsi valori quali la moda e il lusso, ma soprattutto la manipolazione dei mass-media sono le armi più affilate nelle mani della Generazione L.
Il tutto mantiene una certa coerenza, non sempre limpida, per buona parte del libro, ma si sfiora troppo la “sindrome da complotto”, lasciando spazio a luoghi comuni e facili generalizzazioni francamente evitabili. Traspare un certo vittimismo ingiustificato nelle catastrofiche previsioni riguardanti il nostro futuro economico, ma lo stile snello con cui si Florenzano argomenta le sue convinzioni rendono la lettura gradevole e inaspettatamente “leggera” per tali argomenti.
Purtroppo manca la necessaria cattiveria per colpire il lettore, le frecce all’arco dello psicologo non solo mancano di veleno, ma appaiono spuntate e smussate, ironiche e ciniche solo apparentemente. Talvolta il punto di vista dell’autore esce efficacemente dai soliti schemi, ma l’originalità rimane un optional, si ha la costante impressione del “già sentito”. “Generazione L” è comunque un libro costruito discretamente: peccato che non lasci il segno, nemmeno in superficie.
Francesco Florenzano, Generazione L, Edup, pp. 127, € 8
Valerio Gagliardelli 21-01-2003