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PER LA PRIMA VOLTA MI È CAPITATO TRA LE MANI un romanzo di Pierre Magnan, e come per incanto il mio sguardo è stato rapito dalle pagine del libro. E' difficile imbattersi in un romanzo di Magnan, visto la scarsa risonanza che l'autore francese ha nel nostro paese, ma il suo profilo è di tutto rispetto e incuriosisce non poco. Nato in Provenza, dove abita e ambienta le sue storie, Magnan ha iniziato la sua carriera dopo aver abbandonato la tipografia del paese, diventando uno degli autori di gialli più popolari in Francia. Il suo stile è asciutto, abile nel costruire trame che imprigionano il lettore in una tela seducente che sonda l'umanità nelle sue diverse dimostrazioni, nel quotidiano o nei sentimenti più intimi. Quest'ultimo lavoro ci porta tra le mura di Manosque, cittadina della Provenza, nell'immediato dopoguerra. Il giovane Pierrot è in giro sulle colline a caccia di lumache, e suo malgrado diventa testimone di uno strano omicidio. Il panettiere del paese spara a Capitan Patrocle, eroe della guerra. Il giovane, shoccato, fruga nel portafoglio della vittima dopo la fuga dell'omicida, e trova una lettera d'amore di Lucinde, la moglie del fornaio. Pierrot non è convinto di quel movente, intuisce che c'è dell'altro dietro l'omicidio, e decide di indagare da solo. L'ossessione dello scrittore è proprio il passato, che porta dentro di sé i misteriosi legami che la storia ha annodato e che solo una tragedia può svelare. In fondo la terra descritta dall'autore è quella dove lui vive, che porta dentro di se quel 'sapere' che nei libri di storia non apprendiamo, ma che osserviamo in questo romanzo che ci parla di colpe e rancori mai sopiti che ritornano a galla devastando il presente. Un libro che si scopre pagina dopo pagina, che colpisce e affascina sino alla fine.
Pierre Magnan, Come un asino in Arcadia, Edizioni Robin BdV, 220 pagg., € 12,00
Matteo Merli 17-02-2003
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