QUANDO JUHANI AVEVA NOVE ANNI ED ERA ARRIVATO NEL RIFORMATORIO SULL'ISOLA, ERA rimasto deluso dal colore del mare: non era blu come si aspettava, ma grigio e lugubre, minaccioso e triste. Questo mare che non è blu- così come le farfalle del titolo che hanno le ali nere e non bianche e trasparenti- è forse l'immagine che meglio rappresenta questo romanzo della scrittrice finlandese Leena Lander, a significare la vita che è fatta di aspettative deluse, di bellezze contaminate.
Un romanzo drammatico che inizia con il verbale di inchiesta sulla morte della vaccara Tyyne, avvenuta in circostanze poco chiare sull'Isola nel 1969, prosegue con l'introduzione di Juhani Johansson adulto che viene sottoposto ad un ricatto basato sul suo passato e con un lungo flash-back centrale che ricostruisce l'infanzia di Juhani con i genitori alcolizzati e il suo arrivo sull'Isola. Lì aveva conosciuto il direttore del riformatorio, un padre-padrone che cerca di fare del suo meglio per offrire ai ragazzi a lui affidati la possibilità di costruirsi un futuro.
Ma anche un'isola in mezzo al mare può essere claustrofobica, soprattutto quando su di essa vivono degli adolescenti maschi vicino alle cinque ragazzine figlie del direttore e alla bella e vogliosa moglie di questo. E' come se si addensassero nuvole di tempesta sull'isola, cariche di elettricità: mentre il direttore pensa solo alla nuova folle idea di allevare bachi da seta, cresce la passione tra sua moglie e un ragazzo e quella, molto più innocente, tra una delle figlie e Juhani. Aumentano anche i segni premonitori di morte, dalle parole del ragazzo innamorato ("o morirà lei o morirò io"), alle ali nere delle farfalle (i bozzoli sono stati forse disturbati dagli incontri peccaminosi?), la morte sfiorata da Juhani su cui la donna ha rovesciato un bidone di pesticida, quella delle galline e del gatto che sembra danzare prima di morire, la morte violenta della vaccara che ha visto troppo e infine quella della donna, la moglie del direttore, sull'orlo della follia.
Eppure c'è qualcos'altro ancora dietro a questi eventi, qualcosa che viene svelato in un paio di lettere che il direttore deve consegnare a Juhani da parte di suo padre e che spiega altre cose, la morte del cane a cui Juhani aveva fatto il funerale da bambino, l'infertilità di Juhani stesso. Esiste un Dio vendicatore che punisce chi fa del male? La pesante atmosfera di colpe taciute sembra alleviarsi nel finale in cui Juhani rifiuta di seguire le orme del padre. Antecedente a "La casa del felice ritorno" (pubblicato da Iperborea nel 2002), "La casa delle farfalle nere" ne anticipa il tema della solitudine dell'infanzia e dei traumi che possono influenzare tutta una vita, in un dramma a tinte forti che intreccia sapientemente le vicende e le passioni dei personaggi alla sconvolgente denuncia dei danni ecologici e ambientali, come se esistessero diversi livelli di Male, di cui il peggiore è su scala universale.
Leena Lander, La casa delle farfalle nere, Ed. Feltrinelli, pagg.254, Euro 15,00
Marilia Piccone 04-05-2003