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LA CASA DEL FELICE RITORNO, LEENA LANDER
Bambini nella guerra
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La copertina del libro trucco! IMPOSSIBILE FARE UNA GRADUATORIA DEI PAESI CHE HANNO SOFFERTO DI PIÙ DURANTE UNA guerra, contare le vittime innocenti. In Finlandia, all'inizio della seconda guerra mondiale, 70.000 bambini furono fatti evacuare in Svezia. Per salvarli dai russi, dalla fame, dai bombardamenti. Pochi avevano pensato ai problemi del ritorno. Famiglie svedesi "adottive" che non volevano riconsegnare i bambini, famiglie naturali che non volevano i bambini indietro perché non potevano mantenerli, famiglie interamente scomparse.
   Le signorine Lang avevano allestito "La casa del felice ritorno" per accogliere questi bambini. Bambini con dei problemi, niente affatto felici. C' era una piccola - l'avevano chiamata Hanna - che non diceva neppure una parola, né in svedese né in finlandese. Un giorno si era illuminata, quando un capitano russo le aveva rivolto la parola. Era migliorata quando era diventata amica di Lys, la figlia del pastore protestante così affettuoso con i bambini. E poi un giorno - era il 1952 - Hanna era scomparsa. Lys era impazzita. Suo padre era stato accusato di assassinio.
   Quarant'anni dopo Lys ritorna, con una lettera che consegna ad Olavi, il suo amore di quella lontana estate: chi scrive vuole sapere dei suoi veri genitori. Tra tempo presente e un passato narrato in tempo presente, si ricostruisce la storia di Hanna, di Lys, di Olavi, degli abitanti di un villaggio di mare, di tutto un popolo teso nello sforzo di pagare il debito di guerra di 508 navi richieste dai russi. I giochi dei bambini. Il pastore protestante dalla forte carica sessuale. La riconoscenza di Hanna. Il battelliere disprezzato perchè disertore. La scoperta dell' amore, in quei giorni d'estate di luce continua. Una pietra con disegni primitivi. Riti pagani e una scena di sesso che i ragazzi non avrebbero dovuto vedere.
   Era un assassino il padre di Lys? Il passato si ricompone pezzo dopo pezzo, e il pastore, apertamente accusato di ipocrisia dalla moglie, non è l' unico sepolcro imbiancato a calce. Nessuno è quello che appare, ogni azione si può interpretare in maniera diversa, persino disertare può essere un atto di coraggio e non una vigliaccata.
   Lys, nella sua follia, aveva detto che Hanna era volata via trasformata in cigno per sfuggire allo Spirito delle acque. La simbologia del cigno, della fanciulla innocente e perseguitata, percorre tutto il libro, riapparendo nei disegni rupestri, nelle sculture del battelliere, in un cognome di famiglia e nel nome di una nave.
   La scrittrice finlandese Leena Lander ha vinto il Premio Nordico 2001 con questo romanzo che dipana un mistero lento di piccole storie drammatiche nel più grande dramma della Storia, intrecciando realtà e miti, definendo l' incertezza dei ricordi in un gioco di luci e ombre in uno stile suggestivo e poetico.

Leena Lander, "La casa del felice ritorno", Ed. Iperborea, pagg.356, Euro 17,00

Marilia Piccone  03-01-2003

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