trucco!
trucco! libri
trucco!
CACCIATORI DI TESTE, MICHEL CRESPY
Il thriller delle risorse umane
trucco!
Indice della rubrica
trucco!
Cinema
trucco!
CyberNews
trucco!
Fumetti
trucco!
Graffiti
trucco!
Musica
trucco!
Teatro
trucco!
VIPs
trucco!
trucco!

La copertina del libro trucco! UN DIRIGENTE CON UN FUCILE IN MANO, SU UN'ISOLA. CIELO GRIGIO E PIATTO. L' acqua del lago grigia e piatta. Lui è lì, braccato come un cervo, che aspetta che lo vengano a prendere. Ci dice subito che ha ucciso un uomo, Charriac. E, in una riflessione simile a quella di Amleto sul punto di uccidere Claudio, che è contento di non avergli dato il tempo di pentirsi dei suoi peccati.
   Inizia così, dalla fine, questo ottimo noir francese che ha vinto nel 2001 il Grand Prix de Littérature Policière, costruito come una tragedia in quattro atti.
   Atto primo: il dirigente, Jérome Carceville, tra i 40 e i 50 anni, ha perso il posto di lavoro. Frustrazione di trovarsi in area di parcheggio, di non riuscire neppure a farsi passare la linea per parlare con le persone che contano, di essere compatito dalla moglie.
   Atto secondo: Jérome invia il suo curriculum ad un'agenzia che seleziona personale altamente qualificato per ruoli manageriali nell'industria. Passa i primi test di selezione, teso nello sforzo di dare il meglio di sé.
   Atto terzo, la chiave di volta: i 16 prescelti in questa prima selezione vengono portati per uno stage su un'isola deserta. Vengono divisi in tre gruppi, dovranno fare dei giochi di simulazione di guerra economica. Hanno a disposizione dei computer.
   Atto quarto: la situazione precipita. Se quello che l'industria vuole è un uomo macchina, se quello che l'industria paga è il cervello, non c' è posto per il cuore in questo mondo che è diventato una giungla. E nella giungla ci sono i leoni e le antilopi. "Chi vince alla fine?", chiede Charriac. E' Charriac a imbracciare per primo il fucile e a sparare. Una lucida follia, una strage, un finale anticipato nella prima pagina.
   Michel Crespy non gioca sull'elemento sorpresa in questo noir, ma sulla costruzione di un'atmosfera tanto più agghiacciante perché siamo consapevoli che è quella della nostra società e non quella - peraltro assolutamente simile - della Chicago di Al Capone. C'è da domandarsi come siano cambiati i valori e le priorità. E non è un caso che dei tre capigruppo solo uno sia una donna (percentuale realistica in un mondo del lavoro ancora maschilista) e che sia la donna l'unica che si sottrae alla competizione che è diventata una guerra. Spionaggio informatico, sì. Imbrogliare, sì. Oltre quello, no.
   Laurence Carré non dimentica di essere un essere umano, prima di tutto. Ed è stata lei a mettere il dito sulle pesanti implicazioni della metafora della necessità di "uccidere" nel gioco di simulazione. Nell'ambiente claustrofobico dell'isola ( cul-de-sac della vita, come in "Dieci piccoli indiani" della Christie) i tre "cacciatori di teste" che dirigono il gioco, figure di deus-ex-machina che ricordano personaggi dei drammi di Eliot e di Becket, finiscono per cedere il posto ai partecipanti che diventano dei veri selvaggi cacciatori di teste - la furia delle passioni primitive è echeggiata da quella del tremendo temporale che si abbatte sulla zona.
   Originale thriller delle risorse umane, vale la pena di fermarsi un attimo a riflettere sul suo significato.

Michel Crespy, Cacciatori di teste, Ed. e/o pagg. 284, Euro 14,50

Marilia Piccone  09-02-2003

trucco! trucco!
Archivio
trucco!
Info
trucco!
Scrivici
trucco!
Torna su
Aiutaci a migliorare: dai un voto a questo articolo!

Ottimo
Buono
OK
Scarso
Pessimo
Bleah!


Send me!
Manda questa pagina ad un amico

trucco! LibriTrucco!Home
trucco!