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CASA ROSSA, FRANCESCA MARCIANO
Storia d'Italia in una famiglia
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La copertina del libro trucco! UNA DONNA NUDA, DIPINTA LUNGO IL MURO DI CINTA DELLA CASA: ERA STATO L'ULTIMO messaggio di amore del nonno Lorenzo per la moglie, quella notte di follia quando lei lo aveva lasciato, prima che lui venisse ricoverato in una clinica psichiatrica. Scandalizzati, gli abitanti del paesino in Puglia vi avevano steso sopra una mano di calce e questo murale nascosto, che riappare scolorito dalle piogge dopo più di mezzo secolo, è la più bella metafora per rappresentare il romanzo "Casa Rossa" di Francesca Marciano: il passato che non si cancella e riaffiora nonostante gli sforzi per seppellirlo o alterarlo.
   Un libro che è la storia della famiglia Strada e, nello stesso tempo, la storia d'Italia dagli anni '30 ai nostri giorni, e il silenzio che avvolge la figura della bella nonna Renée è anche il silenzio dietro cui si celano altre storie del microcosmo famigliare e del macrocosmo italiano. "Quando eravamo piccole, io e mia sorella Isabella eravamo convinte che fosse stata Alba a sparare al papà": inizia così la serie dei ricordi che Alina affronta nel dover sgomberare la casa in Puglia, la Casa Rossa del titolo, luogo di incontro di tutti i personaggi per tre generazioni, la casa che ha visto la passione di nonno Lorenzo per Renée, il sentimento indecifrabile di Lorenzo per la seconda moglie, l'amore di Isabella per Enrico prima dell'attentato terroristico che doveva portare entrambi in prigione, e quello di Alina per l'americano Daniel, un "innocente all'estero" secondo i modelli jamesiani, prima del colpo di fulmine tra questi ed Isabel.
   Sembra che l'inganno e il tradimento si tramandino come una maledizione in questa famiglia, e non solo sul piano dei rapporti personali. Era vero che la nonna Renée era stata una spia dei nazisti? E Alina e Isabella, che si erano sentite tradite dalla madre, e forse anche dal padre morto suicida, avevano cercato un riparo dalla realtà, una nella droga e l'altra in una cellula terrorista.
   Per sentirsi nuovamente tradita, Isabella, quando Enrico aveva "parlato", durante il processo per l'assassinio di un giudice. Un fenomeno tutto italiano, quello del pentitismo, una maniera per cancellare quanto è avvenuto, come la mano di calce sul muro di Casa Rossa, come accadde alla fine della guerra quando sembrava che nessuno fosse stato fascista ed era impensabile portare sullo schermo la sceneggiatura di storie che nessuno voleva sentire, come quella che coinvolgeva Lorenzo e Renée.
   Un libro di domande su noi stessi e sul nostro paese, di legami famigliari che, in un'altalena di odio e amore, si rivelano fortissimi, con una splendida galleria di personaggi in cui ogni lettore può riconoscere qualcosa di sé rivivendo il tormentato decennio degli "anni di piombo", certamente la parte più intensa e coinvolgente del romanzo.
   Bellissima pure l'ambientazione tra la Roma della dolce vita, la New York dei grattacieli e una Puglia in cui "la luce rimbalza da un mare all'altro", "un luogo unico al mondo".

Francesca Marciano, Casa Rossa, Ed. Longanesi, pagg. 387, Euro 16,00

Marilia Piccone  09-02-2003

trucco! - Leggi l'intervista a Francesca Marciano

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