"COR TE REDUCIT", "IL CUORE TI RIPORTA INDIETRO", È IL MOTTO DELLA SCUOLA femminile di Heart Lake. Come a dire che il legame che si creerà in quegli anni di formazione durerà tutta una vita. Ma anche il nome del lago contiene la parola "cuore": c'è uno spirito maligno che attrae a sé, anche a distanza di anni, nel lago? Un lago che ghiaccia fin dall'inizio dell'inverno trasformandosi in uno scenario fantastico e surreale: il fascino di quel momento irripetibile e magico in cui la superficie diventa una lastra di vetro, il timore sinistro di quei gemiti che sembrano lamenti umani, quando il ghiaccio scricchiola prima di spaccarsi.
Jane Hudson ritorna come insegnante di latino nella scuola da cui si è diplomata vent'anni prima. Incontra subito delle difficoltà con le alunne, e poi incominciano a verificarsi degli avvenimenti simili a quelli del suo drammatico ultimo anno di scuola, quando una sua compagna di stanza si era suicidata e, poco dopo, anche l'altra sua compagna era morta annegata nel lago insieme al fratello.
Anche adesso c' è un suicidio e un'altra ragazza tenta di tagliarsi le vene - ma lei dice che no, è stata drogata e qualcuno ha cercato di ucciderla. Dopo vent'anni il lago restituisce una scatola di latta con un neonato morto. E riappaiono dei fogli del diario di Jane di quegli anni. E il corniculum, la figura fatta con le forcine per capelli che Jane e le amiche usavano come segnale segreto. Chi sta cercando di fare del male a Jane?
Chi può sapere così tanto di quegli anni in cui Jane e le sue compagne di stanza, trascinate da un'insegnante carismatica, imparavano Catullo e Ovidio a memoria, uscivano di notte per cerimonie propiziatorie alla dea del lago e per incontrare i ragazzi? Della bella professoressa Chambers che prediligeva Lucy, di Deirdre e Jane che avrebbero fatto qualunque cosa per Lucy, e di Matt, il brillante fratello di Lucy, di cui Jane era innamorata? Chi aveva visto che cosa era successo la notte che Deirdre era caduta dallo scoglio e quell' altra notte quando il ghiaccio si spaccava e Lucy e Matt erano sprofondati in un abbraccio che li aveva uniti nella morte? Una serie di colpi di scena finali, anche quando pensiamo che tutto sia risolto.
Ci sono indubbiamente cose già lette in questo primo romanzo della scrittrice americana Carol Goodman, laureata in lettere classiche naturalmente. Un'atmosfera che ricorda - versione femminile - quella del film "L'attimo fuggente", con un poco della morbosità de "Il giardino delle vergini suicide" e del mistero inquietante di "Picnic a Hanging Rock". Ma la vicenda, che si svolge su due piani temporali, è narrata benissimo, creando una tensione di attesa paralizzante, come lo scenario in cui è ambientata. Una piacevole sorpresa le citazioni latine, l'uso stuzzicante dei nomi etimologicamente simili e scoprire l' importanza e la vitalità del messaggio di una cultura classica che tendiamo a pensare come nostro monopolio.
Carol Goodman, "Il lago delle lingue morte", Ed. Ponte alle Grazie, pagg.371, Euro 15,00
Marilia Piccone 09-01-2003