SOLO LA VITTIMA SA SUBITO, E CON CERTEZZA, CHI È IL SUO ASSASSINO. SUSIE SALMON È stata uccisa a 14 anni dal suo vicino di casa, ed è lei a raccontare la storia, una voce fuori campo che viene dall'Aldilà. Nevicava quel 6 dicembre 1973 quando Susie aveva tagliato per il campo di granturco tornando a casa da scuola.
Aveva temuto di offendere il signor Harvey se non si fosse fermata a dargli ascolto. Il corpo di Susie non fu mai trovato. Solo un gomito. Un gomito! Facendo parlare Susie, l'effetto è duplice: un racconto che è nello stesso tempo dall'esterno, con un narratore che osserva quanto accade e che sa tutto, e dall'interno, perché Susie non riesce ad allontanarsi interamente dal mondo da cui è stata strappata con violenza. E, se lei non riesce a distaccarsi, neppure chi l'ha amata riesce a lasciarla andare, la sente, ne percepisce la presenza. Susie guarda, vede lo strazio nella sua famiglia che finirà per crollare sotto il dolore. Il padre, la cui vita si ferma quel 6 di dicembre e che continuerà ad insistere sulla colpevolezza di Harvey, senza prove, è come se Susie glielo avesse suggerito, ma gli altri lo prenderanno per pazzo.
La mamma che non regge a quest'atmosfera di eterna memoria e se ne va in California. La sorella che sa che gli altri vedono Susie in lei. Il fratellino di 4 anni che non capisce dove lei sia finita e si attacca al padre - chissà che non scompaia anche lui, come Susie e come la mamma. I compagni di scuola che dimenticano, tranne il ragazzo che le ha dato il primo bacio e la ragazza che avrà per tutta la vita una capacità di percezione extrasensoriale.
La bellezza del libro è nella duplice angolazione di osservazione, della vita che va avanti sulla Terra e che è ferma in Cielo in una stasi che dovrebbe essere perfetta, solo che Susie registra tutto quello che vede con un doloroso rimpianto per la vita che non può più avere, per le esperienze che può fare solo attraverso gli altri. Ci vogliono otto anni, la rabbia del fratellino, un infarto del padre, il ritorno della mamma, perché Susie riesca a staccarsi, perché gli altri accettino la sua assenza.
"Non ci si accorge che i morti se ne vanno, una volta che hanno deciso di partire. Al massimo li si avverte come un sussurro." Un sussurro che può avere la vocina della bimba della sorella di Susie che adesso vive in una magica casa vittoriana restaurata, quasi a sottolineare la fine di un incubo - l' assassino di Susie collezionava non solo ricordi delle vittime uccise, ma anche case di bambola vittoriane costruite da lui stesso maniacalmente.
Un romanzo che ha qualcosa del mistery - verrà ritrovata Susie? verrà preso l' assassino o colpirà ancora?, in una storia di doppio dolore, di chi va e di chi resta. Il punto debole del libro è, a mio parere, nella rappresentazione del Cielo che sembra un campo di giochi o comunque una copia della Terra con contorni troppo volutamente sfumati e leziosi.
"Amabili resti" è il romanzo d' esordio più venduto negli Stati Uniti.
Alice Sebold, "Amabili resti", Ed. e/o, pagg.370, Euro 14,50
Marilia Piccone 12-01-2003