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NORA MARS, L'ATTRICE DAI CAPELLI DI PLATINO E DAGLI OCCHI VERDI, REGINA DELLO SCHERMO negli anni '60, sta morendo. E' l'occasione che Marie, giornalista di un tabloid scandalistico newyorkese, aspetta da 13 anni, scrivere un articolo da prima pagina, smetterla di riscrivere i pezzi degli altri restando nell'incognito. Perché Marie "sente" che questo scoop è il suo: chi meglio di lei può rendere l'estremo omaggio a Nora Mars? Marie ha visto tutti i suoi film, può citare a memoria infinite battute dell'attrice, quello era stato il gioco preferito suo e del fratello Michael. La prima trama di questo brillante romanzo della scrittrice americana Jenny McPhee riguarda l'attrice Nora Mars e le ricerche di Marie per trovare notizie piccanti su di lei. Non è difficile perché Nora era un personaggio che amava alimentare la sua leggenda, tra contraddizioni e scandali ("Sii dovunque, fai tutto e non smettere mai di stupire", diceva nel film Fulmine del 1972). Si sapeva che aveva avuto cinque mariti e che nel contratto di matrimonio- particolare delizioso- aveva imposto che fossero loro a prendere il suo cognome, che uno dei mariti era stato uno sposo-bambino molto più giovane di lei. Ma, e se ci fosse stato un infanticidio? o un incesto? o uno scambio di persona? Dopotutto Maud, la sorella di Nora, era identica a lei. E, mentre indaga e incontra le persone vicino all'attrice, Marie quasi si identifica con lei. Trentanove anni, single, alta uno e settantanove virgola nove, studiosa di filosofia della scienza, appassionata di cinema, ricordando titoli e anni di film, di battuta in battuta (e solo raccogliere queste citazioni incisive potrebbe formare un romanzo a sé), Marie ricostruisce anche la sua vita, e questa è una seconda trama che diventa poi, naturalmente, la trama principale. Il rapporto tra Marie e il fratello Michael è speculare a quello tra Nora e Maud, con il lungo silenzio tra di loro, un legame strettissimo interrotto e poi riallacciato, lo scambio di interessi e di vita. E qui interviene la teoria quantistica che Marie spiega a Marco, l'uomo enigmatico che incontra in biblioteca: niente è reale finché non viene osservato e registrato come tale. Viviamo tra infinite probabilità in mondi paralleli e la conclusione per cui Marie si innamora di un uomo che sfoglia riviste scientifiche e non scandalistiche e che è così diverso da un divo del cinema, è una delle probabilità che corrisponde al principio di inseparabilità dei quanti. Affascinante nelle sue contraddizioni, il personaggio di Marie, tanto quanto quello di Nora. Per la sua capacità di disquisire di filosofia della scienza e infatuarsi come una ragazzina dell'aitante ex-marito di Nora, per la sua dedizione alle notizie scandalistiche e la sua consapevolezza che indagare nella vita degli altri è un modo per scavare nella nostra, per il suo vivere costantemente su due livelli, uno reale e uno osservato attraverso la cinepresa: ma è l'arte che imita la vita o è la vita che imita l'arte? Ironico e divertente, tenero e buffo, colto e intelligente, un romanzo intrigante e ricco di implicazioni: per avvicinarci al centro delle cose.
Jenny McPhee, Il centro delle cose, Ed. Neri Pozza, pagg. 220, Euro 14,50
Marilia Piccone 23-02-2003
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