I DELITTI CELEBRI DEGLI ANNI 1960-1970 SERVONO DA LEIT MOTIV, COME SUGGERISCE IL TITOLO DEL LIBRO dei giornalisti scrittori Fasanotti e Gandus, per una storia della società italiana durante un decennio chiave per i cambiamenti nell' economia e nel costume. Punto di partenza: il primo gennaio 1960, muore Fausto Coppi, amatissimo campione delle due ruote. Con lui se ne va un'Italia più ingenua, l'Italia povera in cui il Giro d'Italia è un divertimento accessibile a chiunque, in tutta la penisola andare a guardare i corridori è l'occasione per il primo pic-nic di primavera.
Si deve capire l'atmosfera di questa Italia che cambia per inquadrare i tredici delitti presi ad esempio per illustrare il decennio. Da una parte il boom economico, la musica rock, le prime vacanze di massa, il comportamento più libero delle donne che, in numero sempre maggiore, escono di casa per andare a lavorare. Dall'altra la Chiesa che tuona contro la "Dolce vita", contro l' adulterio, difendendo la verginità come il bene più prezioso, per cui il figlio illegittimo di Mina diventa uno scandalo nazionale.
All'estero si divorzia e ci si risposa due, tre volte; in Italia non esiste neppure la separazione. La causa della maggior parte dei delitti celebri del decennio va cercata nell'elemento passionale, nel sesso, nella gelosia o nel tradimento. Classico il triangolo in cui uno qualunque dei tre può essere la vittima. Delitti che ci sembrano ingenui, a quarant'anni di distanza, un po' come quelli nei gialli che si leggevano allora: chi mai oggi berrebbe un bitter arrivato per posta come prodotto di pubblicità? In alcuni casi c'è anche un problema di impotenza sessuale: importante sottolinearlo perché connesso ad un tipo di educazione repressiva e sessualmente inibitoria, retaggio di un cattolicesimo che vede nel sesso il peccato maggiore. Impotenza sessuale e altre perversioni nel delitto che chiude il decennio, quello del marchese Casati Stampa, indice di un ulteriore cambiamento di costumi.
Due sono i crimini eseguiti da bande organizzate portati ad esempio, la famosa rapina alla gioielleria Colombo e i colpi studiatissimi e perfetti della banda Cavallero, specializzata nell' assalto alle banche: sono dei Robin Hood che rubano ai ricchi per arricchirsi pure loro. La matrice politica, infine, dietro altri casi, e citiamo solo l' assassinio del presidente dell'Eni, Enrico Mattei, nel 1961, e quello del giornalista De Mauro, connesso a quello precedente, a distanza di nove anni.
Un libro costruito intelligentemente in cui il giornalista diventa un giallista, il fatto di cronaca si arricchisce del suspense del genere poliziesco e acquista una dimensione più profonda nel tracciare un quadro d'Italia che susciterà sentimenti ambivalenti in chi ha vissuto quegli anni e ricorda nomi ed eventi. Un modo piacevole e diverso per sapere di più per chi conosce i "mitici" anni '60 solo attraverso il cinema.
Pier Mario Fasanotti e Valeria Gandus, Kriminal Tango, Ed. Tropea, pagg.223, Euro 15,50
Marilia Piccone 26-01-2003