VENTIQUATTRO ANNI, IRRUENTE, PASSIONALE, CON UNA GRAN VOGLIA DI VIVERE e di prendere a piene mani tutto quello che la vita può offrire: questa è Letty Fox, la protagonista del romanzo della scrittrice australiana Christina Stead, morta nel 1983. Inizia subito a raccontare di sé, ricapitolando la sua situazione del momento: fallimento in amore, fallimento economico. Ma, anche se dice di essere depressa, c'è una tale vivacità e un tale brio nell'analisi delle sue sventure che proprio non riusciamo ad immaginare Letty come una perdente.
Tanto per cominciare, per reagire alla tristezza e alla rabbia per il litigio con il suo ultimo innamorato, Letty esce di casa intenzionata a cercarsi qualcuno per la serata, a qualunque costo. A Letty piacciono gli uomini, non ne fa mistero. Che siano ricchi però. Letty parla, Letty racconta, Letty ricostruisce la storia della sua famiglia in un lunghissimo flash-back che si riallaccia con il presente degli anni di guerra. Alla voce di Letty si sostituiscono quelle delle due nonne, una austera e una un po' vamp, della mamma remissiva e disposta a condividere con un'altra il bel Solander padre delle sue figlie, dello zio Philip, sempre sfarfallante con un sacco di donne, di cugini e cugine, delle sorelle Jacky e Andrea.
E di altri ancora, conoscenti e amici, incontrati negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza quando Letty e Jacky viaggiavano tra Stati Uniti ed Europa, bambine che osservavano le schermaglie amorose degli adulti e ascoltavano tutto, interpretando a modo loro quello che sentivano. Coppie che si uniscono, si sciolgono, si riprendono. Lacrime e menzogne, rappresaglie e giochi di seduzione. Case in cui convivono i parenti più disparati, e discorsi di soldi, sempre. Quasi non ci accorgiamo quando la voce ritorna a Letty per raccontare di sé, degli studi, del lavoro e delle sue esperienze amorose.
Riesce a fare un umorismo senza fine sul fatto che i suoi uomini siano spesso già sposati. Ma poi il matrimonio è proprio quello a cui mira anche lei. Tutto sommato, quello che differenzia Letty Fox da un'eroina di Jane Austen è la sfrontatezza e la baldanza con cui Letty vive le sue storie di sesso e di amore, perché in definitiva è solo un marito che dà la sicurezza economica e sociale, a Letty come alle Elizabeth, Jane ed Emma della Austen.
Tanto che sembra una scelta casuale, quella di Letty alla fine del romanzo. E convenzionale, perchè, dopo essersi divertita come hanno sempre fatto gli uomini, adesso Letty vuole un figlio e il matrimonio diventa necessario. Un' eroina simpatica, perché è schietta, perché è una forza della natura. Un' eroina certamente insolita per un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1946. E se è vero che potremmo interrompere in qualunque momento la lettura del suo racconto e riprenderlo poi a parecchie pagine più avanti (come accadeva anche per l' altro grande affabulatore, il Barney di Richler), è anche vero che proviamo un senso di vuoto quando chiudiamo il libro e ci domandiamo che ne sarà di Letty Fox.
Christina Stead, Letty Fox, Ed. Adelphi, pagg. 711, Euro 22,00
Marilia Piccone 26-01-2003