ERA IL 27 GENNAIO 1945, QUANDO I SOLDATI DELL' ARMATA ROSSA ENTRARONO IN Auschwitz passando sotto la scritta "Arbeit macht frei". Niente li aveva preparati a quello che videro: i giganteschi forni crematori in cenere, le torrette di guardia abbandonate, il filo spinato, i riflettori spenti, i magazzini con montagne di occhiali, scarpe, dentiere (un dettaglio numerico: 7 tonnellate di capelli) e, soprattutto, quelle figure grigie e scheletriche vestite di stracci, quelle larve umane. Le vittime di un genocidio programmato, una tragedia che, con i suoi 6 milioni di ebrei morti, non può e non deve essere dimenticata.
Esce adesso, in coincidenza con il terzo anniversario del Giorno della Memoria, "Olocausto" dello storico e giornalista tedesco Guido Knopp. Iniziando dal 1941, quando l'esercito tedesco invase la Russia, il libro ricostruisce le varie fasi della persecuzione contro gli ebrei, le leggi restrittive della libertà, l'esclusione dalla vita sociale, i pogrom incoraggiati, le deportazioni nei ghetti e, infine, la diabolica programmazione dell'atto finale, con la costruzione dei campi di concentramento e di quelli di sterminio, con le camere a gas che avrebbero funzionato ad un ritmo "ottimale" per il perseguimento di una Europa "Judenfrei".
La recente apertura degli archivi degli ex-paesi comunisti dell' Europa orientale ha reso accessibile a Knopp una ricca documentazione finora inedita, e questa è, forse, la parte più interessante del libro. A fianco e in calce al testo, scritto in un asciutto e agile stile giornalistico, vengono riportate testimonianze di ebrei sopravvissuti, di ufficiali e soldati della Wehrmacht, stralci di ordinanze, rapporti, comunicazioni, lettere di gerarchi nazisti. L'effetto che si viene a creare è quello di un coro dalla duplice tonalità che accompagna la storia, una chiave di basso dolente e lugubre contrapposta a quella più alta, secca e metallica delle voci "ufficiali" che si incalzano martellanti e minacciose, foriere della tremenda soluzione finale, lo sterminio.
Di Guido Knopp, storico e giornalista, responsabile di programmi storici per la televisione tedesca, sono già stati pubblicati altri libri sul nazismo ("Tutti gli uomini di Hitler", "Complici ed esecutori di Hitler" e "Figli di Hitler"), tutti nati da un'accurata ricerca che Knopp esegue con l'aiuto di un gruppo di collaboratori, ma in "Olocausto", a fronte della sconvolgente documentazione, Knopp pone anche le domande più dure: perchè gli alleati non hanno bombardato i campi o le linee ferroviarie che conducevano ai campi? che cosa sapevano i tedeschi della sorte degli ebrei? come giudicare la colpa del silenzio?
Con equilibrio e pacatezza Knopp accetta le risposte che non si possono più nascondere.
Guido Knopp, Olocausto, Ed. Corbaccio, pagg. 363, Euro 20,00
Marilia Piccone 26-01-2003