IL FAVOLOSO MONDO DI AMÉLIE È FATTO DI EFFERATI OMICIDI, PASSIONI SCABROSE E umorismo al vetriolo.
Ovviamente non stiamo parlando della Sig.ina Poulain, musa dell'Internazionale Buonista, ma della Sig.ina Nothomb, caustica autrice di favole dark e politicamente scorrette. Una che sembra il personaggio di un film di Tim Burton o di un clip di Björk. Una dallo stile di scrittura superlativo, frutto di studi classici e di una vita cosmopolita. Una che ha messo d'accordo il grande pubblico e la critica con romanzi colti e divertenti. Scusate se è poco.
In "Mercurio" l'infermiera Françoise viene assunta dall'anziano Capitano Loncours per curare la propria pupilla Hazel, della quale si prende cura da quando la giovane è rimasta sfigurata durante la prima Guerra Mondiale. I due vivono soli su un'isola deserta, nel castello di If, dove non ci sono né specchi né alcun tipo di superficie riflettente per evitare ad Hazel l'inutile spettacolo della propria deformità.
Françoise capisce ben presto che l'affetto del Capitano nei confronti della giovane ragazza è in realtà un amore morboso e soffocante, mentre la povera Hazel è ostaggio e vittima delle pressioni psicologiche del vecchio. L'infermiera s'improvvisa così investigatrice per svelare gli inganni dell'isola e salvare Hazel.
Come spesso accade nei romanzi della Nothomb, i veri protagonisti sono però i dialoghi, borderline ma ricchi di uno humour spiazzante. Sarà proprio attraverso le conversazioni con i due inquilini del castello che Françoise si lascerà coinvolgere in un surreale ménage à trois, stringendo un rapporto di sensuale complicità con Hazel e di rabbioso antagonismo col Capitano.
La parola per l'autrice è una passione che sfiora l'ossessione: mezzo di conoscenza, seduzione o tortura. Ma anche, come scopriamo nel doppio finale del romanzo, un'arma in grado di modificare la realtà come uno specchio deformante o, al contrario, uno strumento salvifico che abbatte le nostre prigioni mentali.
"Mercurio" ci presenta il lato oscuro del romanticismo, quello teneramente osceno che non conosce mezze misure: si oscilla tra la bellezza sublime e la riluttante bruttezza, tra l'amore assoluto e l'odio sconfinato ("quando si ama veramente qualcuno, non ci si può impedire di fargli del male", dice il Capitano).
Breve ma intenso, provocatorio ma intriso di una profonda innocenza. In poche parole, "Mercurio" si merita un bel 10 e lode.
Amélie Nothomb, Mercurio, Voland, pp.122, Euro 10.35
simone spallanzani 05-01-2003