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STUPORE E TREMORI, AMÉLIE NOTHOMB
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La copertina del libro trucco! DA PICCOLA VOLEVA DIVENTARE DIO. POI, CRESCENDO, HA LIMITATO LE PROPRIE ambizioni e si sarebbe accontentata di essere Cristo. Infine, più pragmaticamente, ha deciso di diventare martire.
   Amélie, la ragazza belga protagonista di questo romanzo, inizia il proprio apprendistato da martire presso la multinazionale giapponese Yumimoto. La scelta non poteva essere più azzeccata: i giapponesi, infatti, quando si parla di lavoro non scherzano. Mettete da parte le vostre fantasie turistiche a base di sushi, ikebana e geishe; gli uffici del Sol Levante sono un inferno in versione bonsai dove soffrire in silenzio tra isterie, invidie e ieratica ubbidienza.
   Inizialmente assunta come interprete, la povera Amélie diventa protagonista di una folgorante caduta sociale. A causa delle continue gaffes e di una personalità troppo spiccata per un formicaio giapponese, le vengono via via affidati compiti sempre più umilianti, dal servizio del tè all'aggiornamento dei calendari degli uffici. Finalmente, Amélie trova la propria vocazione come guardiana dei gabinetti: ricambio della carta igienica, pulizia dei servizi e altre attività fondamentali per il benessere dei dipendenti della Yumimoto.
   Amélie non è però il tipo che s'arrende, poiché dotata di un umorismo graffiante e di una fervida immaginazione. "Di una cantante che riesca a passare dal registro di soprano a quello di contralto si dice che possiede una vasta estensione: io mi permetto di sottolineare la straordinaria estensione del mio talento, in grado di cantare in tutti i registri, tanto in quello di Dio che in quello di signora Pipì", si consola la nostra (anti)eroina.
   Giorno dopo giorno, Amélie scopre come le attività semplici possano riempire l'anima e, contemplando la bellezza dell'arcigna collega Fubuki, rivela una naturale vocazione per la meditazione. Lo zen e l'arte di rovinarsi la vita…
   Pur non essendo all'altezza di altre prove dell'autrice, "Stupore e tremori" è un divertissement che, tra notazioni autobiografiche ed esilaranti invettive contro i costumi giapponesi, si prende gioco dell'ossessione per la produttività e il politicamente corretto che caratterizza anche gli uffici del mondo occidentale. È la storia di un Fantozzi d'élite, forse troppo intelligente e ironica per gli standard nipponici, che rimane vittima dei meccanismi perversi della catena di montaggio della ricchezza. Ma che a noi sta molto simpatica.

Amélie Nothomb, Stupore e tremori, Voland, pp.120, Euro 10.35

Simone Spallanzani  19-01-2003

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