PARE CHE IL GRANDE STANLEY KUBRICK AVESSE, TRA I TANTI SOGNI NEL CASSETTO, due progetti irrealizzati che gli stavano particolarmente a cuore: la vita di Napoleone (Jack Nicholson studiò lungamente quanto inutilmente il personaggio di Bonaparte) e un film porno. Un autentico film porno, realizzato però con la stessa cura e le stesse tecniche degli altri suoi film.
Partendo da questo aneddoto e ispirandosi al clima hollywoodiano di quegli anni (il romanzo, uscito adesso in Italia per i tipi di Marcos y Marcos, è datato 1970), Terry Southern, che con Kubrick aveva scritto nel 1964 la sceneggiatura de “Il dottor Stranamore”, racconta in “Blue movie” la storia di Boris Adrian: regista carico di Oscar, acclamato da pubblico e critica, dopo aver visto durante una festa il solito filmetto porno da due lire, decide di realizzare un blue movie “artistico”, a episodi, con attori veri e dispendio di mezzi. Trova “asilo” e soldi in Liechtenstein (l’unica clausola, postagli dal governo locale, è che gli abitanti non vedano mai il film) e inizia a girare: ben presto, però, si trova a fronteggiare i capricci di una delle dive, le ingerenze della major e gli strali del Vaticano.
La prima impressione, leggendo questo gustoso romanzo sul cinema, è che Southern, che nella sua carriera di sceneggiatore ha contribuito anche a film come “Barbarella” e “Easy rider”, si sia proprio divertito a scriverlo. Gioioso, divertito, non privo di qualche venatura malinconica, “Blue movie” ha il ritmo concitato di una commedia dei tardi anni Sessanta stile “Casino royale” (esempio non casuale: anche lì, sebbene non accreditato, c’era, lo zampino di Southern).
Dispiace solo sia arrivato in Italia con trent’anni di ritardo: oggi, alcune descrizioni, alcune situazioni (vedi ad esempio i momenti erotici) appaiono abbastanza datate.
Terry Southern, Blue movie, Marcos y Marcos, 288 pagine, 13,50 euro
Angelo Surrusca 14-01-2003