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ARCHIVIATA ANCHE QUESTA EDIZIONE DELLA FIERA DEL LIBRO DI TORINO (UN TEMPO CHIAMATA SALONE, TERMINE PIÙ ELEGANTE E MENO “MERCEOLOGICO”…), È TEMPO DEGLI INEVITABILI BILANCI. Quasi tutti positivi, a dire il vero, a cominciare dalla partecipazione del pubblico, sempre massiccia ma forse (è però un’impressione personale) meglio scaglionata nell’arco delle cinque giornate. Paese protagonista del gemellaggio è stato il Canada. Mancava Margaret Atwood, hanno sottolineato subito i più schizzinosi: ma una Fiera è soprattutto terra di scoperta, la Atwood sanno tutti chi è e cosa fa, mentre i tanti canadesi presenti erano sconosciuti ma altrettanto meritevoli di attenzione. Tanti i nomi famosi, tanta la gente di spettacolo, tanti gli immancabili come Vecchioni (che ha omaggiato Gaber), Gambarotta (istituzione torinese) e Maurizio Nichetti. I soliti noti hanno storto il naso: “troppa spettacolarizzazione” hanno tuonato. Ma perché la cultura deve essere noiosa? Ma perché non si può assistere più spesso a un duello di gigioneria divertente, divertita e intelligente come quello che si è svolto tra Ammaniti e Baricco? E perché Bisio, la Littizzetto e Sconsolata devono essere considerati letteratura di serie B solo perché fanno ridere, se fanno ridere in modo intelligente? Per fortuna, a volte, il pubblico dimostra di essere più furbo di certi sepolcri imbiancati e delle loro articolesse. Grande il successo dei cantanti-scrittori: Daniele Silvestri e Nada non saranno proprio poeti del livello di Lou Reed e Leonard Cohen, però hanno spopolato meritatamente. Nada poi è stata protagonista di un ottimo concerto che si sarebbe potuto meglio apprezzare in una delle sale dell’auditorium. Perché non utilizzarle? Il ricordo di un fantastico reading concerto di Fossati qualche anno fa è ancora vivo nella memoria di chi vi ha assistito. Si è parlato anche di bookcrossing e lo si è anche praticato: questa sorta di imprevedibile biblioteca ambulante sta conoscendo sempre più adepti anche in Italia. Incompreso da chi ama possedere quasi carnalmente i libri che legge (come il sottoscritto) pare però essere molto apprezzato da giovani e meno giovani di mezzo mondo: e meno male che si legge poco! Poche, infine, grazie a Dio, le polemiche, a cominciare da quelle politiche: dopo la presenza massiccia dell’anno scorso, la destra (inclusi i rappresentanti del governo, assenti all’inaugurazione) ha praticamente disertato la manifestazione; a sinistra, presenti Veltroni in visita guidata, Agnoletto protagonista di un dibattito e Marco Travaglio coccolatissimo da un gruppetto di signore e signori di mezza età che, terminato l’incontro pubblico con uno strepitoso parterre de roi giornalistico (Flores, Santoro e Curzio Maltese), continuavano a chiedergli lumi sulle sorti dell’Italia. Quanto alle polemiche librarie, come sempre si sono levate le lamentele di alcuni piccoli nei confronti dei grandi. Lamentele circoscritte, perché le piccole e medie case editrici dalle idee ben chiare come Voland, Iperborea, e/o, minimum fax, Avagliana, Fazi, tanto per citarne qualcuna… non hanno niente da temere dai grandi colossi “generalisti”.
Interviste e Recensioni
Angelo Surrusca 22-05-2003
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Interviste e Recensioni dalla Fiera del Libro di Torino
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