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CORPO DI STATO. IL DELITTO MORO, MARCO BALIANI
9 maggio 1978. Marco Baliani e il delitto Moro
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La copertina del libro trucco! RESOCONTO DEL RAPIMENTO DI ALDO MORO SECONDO MARCO BALIANI. VIAGGIO CON LA memoria nei primi Anni Settanta, nel clima del post-sessantotto e nell’impegno politico vissuto dallo stesso autore. E’ un bel racconto. Lucido, capace di rendere le contraddizioni di una generazione, i molteplici punti di vista su un mondo che si voleva diverso e sulle molte domande rimaste ancora senza risposta.
   E’ una testimonianza diretta di quegli anni da parte di chi ha partecipato attivamente alle assemblee, alle manifestazioni di piazza, alla violenza -a un certo punto inevitabile- degli scontri, ed è una riflessione proprio sul perché di quella violenza, sul momento in cui le armi sono diventate strumenti di lotta e le parole non bastavano più, non sembravano bastare più. Marco Baliani cerca di capire l’evoluzione politico-ideologica di quei tempi, ricorda amici e compagni di lotta che hanno scelto diversamente, ricorda i ragazzi costretti al silenzio, quelli come lui, i vili, i pacifisti a oltranza, gli illusi.
   E poi Baliani torna agli inizi della propria passione teatrale, della propria indignazione, risale alla rabbia e all’euforia davanti ai morti, al punto in cui il teatro, e non la politica, ha preso il sopravvento nella propria vita. Ricostruisce un periodo che ci sembra già lontano, lo rende attuale e contemporaneamente cerca di capirlo e di farlo capire soprattutto a chi non c’era, a chi non ha visto o non ha voluto vedere e per chi non ricorda. Non mi sembra poco.
   A tratti il racconto tradisce emozione autentica, partecipazione ma senza sbavature, giustificazioni di maniera, prese di posizioni ipocrite.
   Corpo di stato. Il delitto Moro è anche un tentativo di fare i conti col passato, con le proprie debolezze, con le scelte di allora e insieme è il ritratto, più ampio, di una classe politica e di una generazione: “Eppure venivamo tutti dallo stesso ’68, venivamo tutti dagli stessi bisogni di eguaglianza, di giustizia, venivamo tutti dallo stesso grande sogno”.
   La prosa è asciutta, diretta, adeguata al tono di sottile, ma implacabile, denuncia del testo. Poiché, nel complesso, si tratta di un grande punto interrogativo sulla nostra storia recente e, come sempre nel suo teatro (Corpo di stato è anche uno spettacolo teatrale), Marco Baliani scava nei buchi neri della coscienza.

Marco Baliani, Corpo di stato. Il delitto Moro, Sintonie. Rizzoli, 108 pp. 7 euro

Roberta Alunni  28-11-2003

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