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1. ZONE DEFINITIVAMENTE TEMPORANEE. I luoghi dell’umanità in eccesso di Federico Rahola
Anno 2003 - Euro 14,50 - N. pagine 236
Edizioni Ombre Corte

A partire da una ricerca su un campo profughi nel disastrato Kosovo del dopoguerra, l’autore riflette in particolare sulla relazione che salda il riemergere dei campi all’affermarsi della figura “vuota” dei diritti umani quale unica prerogativa attribuita a soggetti che eccedono ogni forma di appartenenza. Dalle logiche umanitarie che ispirano i campo profughi, alle politiche sicuritarie che producono l’internamento dei migranti, l’ipotesi è che la “forma” campo determini sempre un’esclusione radicale, per certi versi irrecuperabile, restituendo l’immagine di un’umanità “superflua”.
   Emergency Temporary Locations, Temporary Protected Areas, Zones d’attende, Centri di permanenza temporanea, sono nomi che denotano forma di sconfinamento. Il libro si costruisce su due parti distinte: la prima, essenzialmente teorica, muove dal tentativo di mappare la produzione di eccedenza come tratto distintivo del presente, e si motiva sulla necessità di dare consistenza storica all’ipotesi che legge i campi come luoghi per confinare e produrre un’umanità in eccesso.
   La seconda parte, invece, indaga più da vicino la situazione emersa dalla guerra del Kosovo, e soprattutto la specifica “idea di umanità” che di quel conflitto ha sorretto i presupposti e legittimato gli esiti.


2. GUARIRE DALLA TORTURA Da vittime a testimoni a cura di Andrea Taviani
Anno 2002, Euro 10.00, pp.78, Il Pensiero Scientifico Editore - Amnesty International - Medici Contro la Tortura

“Abbiamo visto, sui corpi e sulle menti degli oppressi, le conseguenze più devastanti della tortura, il ricorrente e odioso tentativo di annientare per sempre la personalità umana del perseguitato” scrive Marco Bertotto presidente di Amnesty International Italia, nella sua prefazione al testo.
   Il libro che nasce da una testimonianza a più voci, dal racconto di un’esperienza vissuta, quella di persone che hanno subito la tortura, vuole essere un contributo alla campagna mondiale che Amnesty International e Medici contro la tortura stanno portando avanti come operazione di denuncia.
   Narra le storie di chi ha subito la tortura e di chi cerca di combatterla, testimonia il coraggio di quelle vittime che non hanno voluto arrendersi al loro destino, ed il coraggio di quei medici contro la tortura che hanno inteso fino in fondo il senso della loro professione.
   Testimoni sono le vittime – dice Andrea Taviani - che raccontano e che comunicano con il corpo e lo spirito ferito; testimoni sono anche coloro che ascoltano, partecipano, aiutano, elaborano e cercano un percorso di riabilitazione.
   Uno strumento per capire e riflettere, ma anche un invito concreto ad agire. Perché sconfiggere la tortura è possibile.


3. CLASSI, CASTE, GERARCHIE di Jeremy Seabrook
Anno 2003, Euro 11.20, pp.151, Edizioni Carocci

   La finta mancanza di identità di classe di tale gruppo fu propagandata negli anni sessanta e questo libro è il primo ad analizzare questa illusione in un’era di disuguaglianze “globalizzate”. Il vero cambiamento è avvenuto nel rapporto di potere tra capitale e lavoro, e Jeremy Seabrook illumina tutto ciò e chiarisce fino in fondo come il vecchio radicato sistema di potere rimanga al suo posto, assicurando la mancanza di movimento tra le classi, malgrado il camuffamento e la patina della cultura contemporanea.
   Seabrook analizza le radici della criminalità e traccia un panorama di povertà tanto spesso negato da coloro che vogliono promuovere l’ideologia come necessità economica. Insomma si tratta di un libro davvero necessario e autorevole.


4. MEDIAMENTE. Una ricerca-azione sulla mediazione sociale e le rappresentazioni del disagio sociale in Italia, Olanda, Argentina, Messico, Uruguay

   a cura di Associazione On the Road
Anno 2002, Edizioni On the Road

La pubblicazione vuole provare ad “investigare” quali condizioni ci siano per dare spazio alla mediazione sociale nei quartieri marginali di alcune città metropolitane latino-americane (quali Buenos Aires, Montevideo, Città del Messico) ed alcune città territoriali europee (quali Rotterdam e regione Emilia-Romagna).
   Un lavoro di “ricerca-azione” che ha permesso di misurarsi sui sistemi-lettori, sulle rappresentazioni sociali, sulle modalità di concepire la costruzione delle politiche sociali da parte degli operatori e delle operatrici, dei/delle rappresentanti degli Organismi del privato sociale ed infine da parte della stessa cittadinanza/abitanti nei quartieri in questione.
   Ne emerge uno spaccato profondamente significativo che potrà offrire al lettore ipotesi strategiche di intervento sulla mediazione sociale e sulle sue correlazioni con altri segmenti delle politiche attive sulla città, quali, ad esempio, le politiche sulla sicurezza urbana, sullo sviluppo sostenibile, sulle minoranze attive, sul welfare comunitario.


5. TERAPIA PSICOANALITICA DELLE MALATTIE DEPRESSIVE di Davide Lopez, Loretta Zorzi

Anno 2003, Euro 19.50, pp.230, Edizioni Raffaello Cortina

Vengono qui sviluppate le problematiche specifiche della malattia depressiva nel confronto dialogico con la letteratura psicoanalitica internazionale sull’argomento.
   Nell’affrontare l’analisi della depressione ci si imbatte in due fondamentali correnti psicoanalitiche che prendono le mosse da angolazioni diverse.
   Alla psicoanalisi classica, fondata sulla, e regolata dalla, teoria strutturale della mente, e alla psicoanalisi kleiniana delle relazioni di oggetto, si è con gli anni contrapposta quella che alcuni autori definiscono “psicoanalisi del Sé” e altri connotano come “psicoanalisi del deficit”.
   La malattia depressiva si è imposta gradualmente all’attenzione dello psichiatra e dello psicoanalista e, insieme alla struttura borderline a essa strettamente connessa, ha invaso a tal punto il territorio occupato dalla schizofrenia, dalla paranoia e dalle nevrosi, da assorbire l’interesse prevalente degli studiosi. Gli autori ritengono a tale proposito che la malattia depressiva sia spesso l’esito del disturbo strutturale borderline; e ciò non stupisce, nella misura in cui si conosce l’invasività del depresso, l’appello umanitario implicito e esplicito, la pressione che egli esercita sul piano familiare e sociale. D’altra parte, il diffondersi della malattia a livello internazionale è manifestazione di una crisi esistenziale generalizzata dell’uomo della nostra epoca.

6. POLITICHE SOCIALI: CULTURA ORGANIZZATIVA E CONTESTO LOCALE di Alessandro Martelli

Anno 2002, Euro 16.00, pp.216, Edizioni FrancoAngeli

Le analisi sui sistemi di protezione sociale tendono a concentrarsi sul concetto di efficienza, sul rapporto tra risorse e bisogni e sull’architettura giuridica necessaria a riscrivere le regole di una nuova cittadinanza.
   La sociologia, rispetto a queste linee interpretative, può offrire un contributo peculiare definendo come centrale il radicamento socio-culturale del welfare e delle politiche sociali al suo interno.
   Da un punto di vista sociologico, questa fondamentale istituzione esprime le risposte che una società elabora a proprie domande ed esigenze circa il benessere dei propri membri, attingendo pertanto ad elementi che hanno a che fare con concezioni del mondo, della convivenza e del benessere, con norme e valori, con identità ed esperienze, con dispositivi di tipo organizzativo e culture sedimentate entro di essi: elementi che, complessivamente, sintetizzano le basi su cui si è costruita nel tempo, e nel tempo si modifica, una comunità. Il volume propone un percorso di recupero e di valorizzazione di un simile approccio sociologico: a partire dall’analisi di alcuni concetti che si pongono al confine tra economia e sociologia e che testimoniano la rilevanza della matrice socio-culturale nel prodursi di configurazioni teoriche ed operative anche molto diverse l’una dall’altra, la riflessione si sofferma sul livello locale delle politiche sociali, laddove più evidente appare la forza di variabili ‘situate’, illustrando così l’importanza degli schemi cognitivi, dei saperi e delle pratiche incorporati nell’agire quotidiano di decisori ed operatori e l’opportunità di approfondire lo studio delle declinazioni territoriali delle politiche di welfare.


7. IL LAVORATORE FUORI GARANZIA. Solitudini e responsabilità di una società avanzata di Antonio Panzeri

Anno 2003, Euro 13.00, pp.207, Edizioni Jaca Book

In quest’opera sulla condizione del lavoro metropolitano e del così detto lavoro “atipico”, il lavoro senza garanzie, che nel nostro paese è divenuto invadente alla fine dello scorso secolo, Panzeri si trova ad essere un testimone privilegiato.
   Tale posizione se l’è guadagnata durante ed oltre il suo lavoro di sindacalista, per aver raccolto le confidenze e la memoria di persone che gli hanno espresso a tutto tondo la condizione esistenziale di un lavoro fuori garanzia. È divenuto così egli stesso punto di memoria del passaggio esistenziale a quella che alcuni vorrebbero fosse l’era della flessibilità.
   L’opera prende l’avvio da cinque esperienze e ha una partenza antropologico-letteraria. Partenza esistenziale e di largo respiro che sembra interrompersi nei capitoli sulla lettura sociale e statistica della situazione italiana ed europea del lavoro e dei lavori atipici, sino al ricongiungersi della lettura esistenziale con le nuove responsabilità sociali, sindacali e pubbliche che la realtà attuale comporta. In questo volume non si parla né dei contadini né dei senza terra, non si parla delle piantagioni, delle miniere e del fordismo dislocato nel terzo mondo, non si parla dei movimenti mondiali della manodopera, delle nuove schiavitù e si incontra il lavoro nero solo “dentro le mura” di una società avanzata come l’Italia. Questo volume dai toni pacati, assolutamente informato e capace di informare sul nuovo paesaggio lavorativo metropolitano, parte da realtà esistenziali in crisi e dice che di queste crisi il sindacato, la concertazione, la produzione legislativa, le realtà locali devono farsi carico.


8. LA SCUOLA ASSASSINA. 31 ottobre 2002: ecco cosa è successo veramente di Pino Ciociola

Anno 2003, Euro 7.50, pp.117, Edizioni Paoline

Non vuol essere un pamphlet di denuncia l’ultimo libro di Pino Ciociola, giornalista di Avvenire.
   E non vuol essere neppure un “j’accuse”, lanciato magari per condizionare l’operato della magistratura.
   L’autore ha seguito le vicende di San Giuliano di Puglia in prima persona con scrupolosità, attenzione e professionalità e ha deciso di non fermarsi all’inchiesta giornalistica, necessaria senza dubbio per ricostruire le vicende della tragedia, convinto dell’importanza di dare voce a tutti quei genitori che hanno perso i loro piccoli sotto le macerie della scuola.
   Sì, per sensibilizzare l’intera opinione pubblica, “quei figli sono i nostri figli”, ma anche per indagare sulle reali cause che portarono a quel disastro: per quella scuola ci furono tantissime denunce inascoltate… Questo il punto di partenza.
   Pino Ciociola ha scoperto, via via che si addentrava nei fatti della scuola di San Giuliano, quante decine di leggi ed elementari norme di sicurezza erano state ignorate. Niente collaudi, niente agibilità, niente progetti, nessuna conoscenza della natura dei materiali della scuola; denunce inascoltate e addirittura una richiesta di indagini da parte degli stessi Carabinieri mai accolta. Lavori di costruzione di un secondo piano dell’edificio scolastico eseguiti senza neppure aver effettuato alcun tipo di calcolo matematico e studi preventivi, né aver disposto un qualsiasi controllo, una qualsiasi prova.
   “E intanto chiunque ignorava - o forse tutti hanno voluto raccontare di non sapere - che il Comune di San Giuliano di Puglia era stato ufficialmente classificato ‘ad elevato rischio sismico’ fin dal 1998". La scuola assassina, titolo forte, che infastidisce quasi… l’autore sente però che questi piccoli bimbi avrebbero potuto salvarsi se tutti avessero svolto le giuste mansioni.
 

9. CURARE CON L’IMMAGINARIO. Una guida per l'intervento clinico di Renzo Rocca, Giorgio Stendono

Anno 2003, Euro 12.50, pp.126, Armando Editore

Uno degli elementi essenziali della metodologia della Procedura Immaginativa, spiegata ed esemplificata dagli autori Rocca e Stendoro, è l’originario utilizzo del potere dell’Immaginario.
   L’uomo parla attraverso l’Immaginario, che può essere compreso da tutti, perché non ha bisogno di traduzioni, in quanto si serve di simboli universali che sono legati alle più profonde emozioni della persona.
   L’Immaginario si muove di vita propria ed è dotato di energia curativa particolarizzata intensamente individuale. Attraverso la “Procedura Immaginativa” la persona ri-impara a poco a poco e per gradi a tornare su di sé, ad entrare dentro di sé per osservarsi, ascoltarsi, sentirsi e per comprendere le proprie emozioni. Attraverso l’Immaginario, quindi, non solo si cura e previene la sofferenza psicologica, ma si può anche percorrere la strada di una maggiore consapevolezza del proprio vissuto, delle proprie scelte, che favoriscono l’evoluzione della personalità. Il libro è strutturato in tredici capitoli, nei quali vengono esposti i fondamenti della “Procedura Immaginativa”, esemplificati con casi clinici. L’ultimo capitolo, un caso clinico, è forse il successo più intimo e commovente di una cura con la Procedura Immaginativa.
   Ricco di approfondimenti e di dettagli clinici, il testo offre un contributo nuovo ed essenziale, soprattutto nel campo della prevenzione e cura della sofferenza. I casi riportati come esemplificazione clinica hanno lo scopo di stimolare una riflessione seria e concreta sui problemi che caratterizzano l’analisi e il sostegno terapeutico offerto dalla Procedura Immaginativa.


10. LA CONTEA DEI RUOTANTI di Franco Bomprezzi

Anno 2003, Euro 12.00, pp.143, Edizioni Il prato

Scrive Lella Costa nella sua prefazione al libro “Io, uno così lo considero uno scrittore.
   Che poi dentro una storia vera, classica, con tanto di protagonisti e antagonisti buoni e cattivi, amati e amanti, ci siano vertiginosi cambiamenti di prospettiva che trascinano il lettore a riflessioni anche dolorose sul cosiddetto mondo dell’handicap, mi pare un elemento assolutamente straordinario e probabilmente unico: ma - ripeto - è un romanzo, e vivrebbe tranquillamente anche solo del puro piacere della narrazione sapiente, anche senza il valore aggiunto e prezioso, del ‘messaggio’”.
   La Contea dei Ruotanti fondata dopo una grande rivoluzione dei disabili è governata da regole ferree e la vita in questa “diversa città” è strana e irreale.
Nessun “camminante” può accedervi…
   Un romanzo che dà voce al mondo dell’handicap destinato a scuotere la coscienza di questa nostra società in cui le barriere, fisiche e psicologiche sono ancora troppe.

   
   
   
Centro Documentazione dell’Agenzia Redattore Sociale (www.redattoresociale.it). N. 16 – 3 Dicembre 2003. Tel. 0734 68191 E-mail: documentazione@redattoresociale

La redazione  10-12-2003

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