IL VENTO. CHI ABITA IN UNA LOCALITÀ SUL MARE È ABITUATO AL VENTO. SA RICONOSCERLO, vento di levante, di ponente, vento del sud. A Juan Olmedo, appena arrivato nella sua nuova casa vicino a Cadice, avevano detto “cerchi di fare attenzione al levante”. Perché è un vento che fa diventare nervosi, insofferenti, malinconici e anche violenti.
“Los aires difíciles” è il titolo originale del nuovo romanzo della scrittrice spagnola Almudena Grandes, in cui l’aria, il vento, diventa metafora per il tempo e per la vita stessa, colta dal turbine degli avvenimenti e squassata da un quasi-omicidio finale: colpa del vento? delle debolezze umane esasperate dalla tensione nell’aria?
Ci sono due gruppi quasi simmetrici di personaggi nel romanzo della Grandes, una storia di vasto respiro che alterna presente e passato, nuove esperienze e ricordi. Da una parte il nucleo famigliare del medico Juan Olmedo, con il fratello ritardato Alfonso e la nipotina Tamara, dall’altra Sara Gomez, la domestica Maribel e il figlio di questa Andrés. Due persone non giovanissime, Juan e Sara, che si sono trasferite da Madrid sulla costa: ci potremmo aspettare un legame sentimentale che nasce dall’incontro di due solitudini, e invece i rapporti che si intrecciano sono più vari e complessi. Tra Juan e Sara ci sarà solo amicizia, solidarietà e gratitudine, mentre l’attrazione dei sensi tra il medico e la domestica Maribel supera la passione per diventare un sentimento più profondo, e la solitaria Sara, con i suoi traumi di un’infanzia infelice e il suo passato di rivincita su chi l’aveva fatta soffrire, diventa una sorta di vice-madre e amica dei due ragazzini, altre due vittime innocenti del mondo degli adulti.
Tutti personaggi che rispecchiano, in qualche modo, l’evolversi della Spagna stessa, il passaggio dalla miseria negli anni dopo la guerra a un benessere borghese raggiunto con fatica e autodisciplina, e nel contempo, per altri personaggi, come Damian, l’altro fratello di Juan, e sua moglie, o l’ex-marito di Maribel, lo sperpero delle capacità e delle possibilità nel vizio e nella debolezza.
Le storie d’amore, in Almudena Grandes, sono sempre appassionate, le donne dei suoi romanzi sono donne sensuali e provocanti che sembrano parlare con il linguaggio del corpo, così la bellissima Charo, cognata e amante di Juan, la donna tentatrice causa di drammi familiari, così Maribel, che però ha mantenuto una schiettezza e una generosità popolana che incantano.
Più pallide le figure maschili che sembrano interessarsi soprattutto al sesso e ai soldi. Un’eccezione Juan Olmedo: qualunque siano le sue colpe, vengono riscattato dal legame con Alfonso, il fratello handicappato, verso cui mostra una pietas e una tenerezza dolcissime ed esemplari. Almudena Grandes ama raccontare e sa raccontare bene, le sue storie sarebbero però più pregnanti e meno dispersive con una maggiore economia di parole
Almudena Grandes, Gli anni difficili, Ed. Guanda, trad. Ilide Carmignani, pagg. 641, Euro 17,50
Marilia Piccone 16-11-2003