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AD OCCHI CHIUSI, GIANRICO CAROFIGLIO
In tribunale contro la violenza
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La copertina del libro trucco! RICORDATE GUIDO GUERRIERI, L’AVVOCATO PROTAGONISTA DI “TESTIMONE inconsapevole”, il miglior legal thriller italiano pubblicato lo scorso anno da Sellerio? Un personaggio che ci aveva colpito, per quel suo essere una sorta di cavaliere difensore dei deboli ma non senza macchia e senza paura, consapevole dei suoi fallimenti e dei compromessi che ha spesso accettato.
   In “Ad occhi chiusi” ritroviamo Guido un anno dopo, più sereno ora che ha superato la crisi della prima parte della sua vita, ma sempre rabbioso per le ingiustizie del sistema legale, ironico verso gli altri e verso se stesso. Accetta di costituirsi parte civile in un processo a difesa di una donna, Martina, perseguitata e assediata dalla violenza verbale e fisica dell’ex amante. Una causa impossibile, rifiutata da altri suoi colleghi. Perché non ci sono prove: è la parola di lei contro quella dell’uomo che vuole farla passare per pazza e mitomane e che è figlio del presidente di una delle sezioni penali di corte di appello. Intoccabile.
   Non anticipiamo altro sulla trama, sostenuta da una tensione che non fa ricorso a facili meccanismi sensazionali, ma si basa piuttosto sulla vivacità intellettuale e sulla brillantezza verbale di Guido. “Ad occhi chiusi” è uno di quei rari libri che si leggono d’un fiato, non solo per la curiosità di arrivare alla fine, anzi, si vorrebbe che non finissero mai, si vorrebbe sapere di più sul personaggio da cui ci dispiace accomiatarci, come se fosse un amico con cui abbiamo molto da condividere.
   Quello che a Guido piace o non piace non è affatto una nota di colore caratterizzante; la sua passione per la musica, le sue letture sono parte di lui, danno forma alla narrazione in prima persona, un tipo di monologo interiore che scivola con naturalezza nel dialogo con gli altri personaggi e nello scambio dialettico in tribunale. Guido sa essere affilato e tagliente, tenero e comprensivo, duro e fragile.
   Come quando fronteggia l’imputato con una freddezza che rasenta il disprezzo, o quando soffre per il suicidio dell’amico di cui non ha saputo comprendere la disperazione. Come quando cerca di capire che cosa si nasconde dietro l’anoressia di Martina. O dietro la maschera di mascolinità di Claudia, la strana suora che pratica le arti marziali di cui anche Guido è appassionato. Arti marziali come metafora della vita, come insegnamento che la miglior strategia di comportamento è l’arte del paradosso: davanti al nemico devi fare esattamente il contrario di quello che questi si aspetta- pensa al salice che si piega sotto il peso della neve, e, quando questa cade a terra, i suoi rami si risollevano.
   E’ un romanzo sulla violenza, “Ad occhi chiusi”, sulla rabbia impotente di fronte alla violenza esercitata sui più deboli, i bambini, le donne. Ma è anche un romanzo sull’infanzia e sulla memoria dell’infanzia, quella che condiziona le nostre vite, e sulla necessità di affrontare le proprie paure e di lanciarsi nel vuoto, magari a occhi chiusi per vincere il panico dell’ultimo minuto.

Gianrico Carofiglio, Ad occhi chiusi, Ed. Sellerio, pagg. 253, Euro 10,00

Marilia Piccone  06-01-2004

trucco! - Leggi la recensione di "Testimone inconsapevole"

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