Indice della rubrica

Cinema

CyberNews

Fumetti

Graffiti

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
SANTIAGO GAMBOA È NATO A BOGOTÀ NEL 1965, QUASI QUARANT’ANNI DOPO IL GRANDE scrittore colombiano García Márquez, il “maestro” del realismo magico, lo scrittore che forse più di ogni altro è diventato il rappresentante della letteratura dell’America latina. Imperativo, dunque, differenziarsi, cambiare ambientazione e stile. Il risultato, nel quarto libro pubblicato in Italia di Santiago Gamboa, “Gli impostori”, è un romanzo brillante e ironico ambientato a Pechino, con una trama ricca di allusioni e riferimenti letterari che trasforma in farsa il genere poliziesco, e tre simpaticissimi personaggi che sono dei perdenti in cerca di qualcosa che cambi la loro vita nella Città Celeste. Un narratore, che si definisce un semplice scrivano nonché il “drago che monta la guardia al tesoro”, racconta la storia di un antico manoscritto, prezioso per una società segreta che vive in clandestinità da quando i Boxer sono stati eliminati, all’inizio del ‘900. In realtà è un narratore nascosto, non solo perché è veramente nascosto in un capannone per proteggere il manoscritto che gli è stato affidato, ma anche perché cede la parola ai tre “impostori”, i tre uomini che- diretti da uno strano caso- arrivano insieme a Pechino e si trovano coinvolti in un’avventura in cui ognuno di loro ha un ruolo che non è il suo. Suárez Salcedo (di nome fa Serafin, ma dice di vergognarsene) è un giornalista di Bogotà che vive da vent’anni a Parigi; Gisbert Klauss è un sinologo tedesco e Nelson Chouchén Otálora è un fallito scrittore peruviano che insegna letteratura latino-americana negli Stati Uniti. E’ Suárez Salcedo che, senza saperlo, ha il compito di rientrare in possesso del manoscritto prima che finisca in mani di chi può strumentalizzarlo, mentre il ridicolo sbruffone Chouchén-Otálora scopre che suo nonno, di cui sapeva che era fuggito dalla Cina ma non ne sapeva il perché, era uno dei capi della rivolta dei Boxer, e il serio e metodico Gisbert Klauss si innamora perdutamente di Pechino e delle sue librerie d’antiquariato dove scopre altri testi di Wang Mian, il poeta che lo ha spinto a intraprendere il viaggio, l’autore del manoscritto conteso. Operazioni di spionaggio, avventure di amore e di sesso, appostamenti, una persona scambiata per un’altra, inseguimenti e un finale ad alto rischio con esito a sorpresa, coronamento perfetto per un romanzo semiserio. Eppure la vita di nessuno dei tre sarà più la stessa dopo che la realtà, fatta di spari, di sangue e di morti, è entrata nella letteratura. E poi la lezione dell’oriente è che basta avere la pazienza di aspettare e tutto diventa antico.
Santiago Gamboa, Gli impostori, Ed. Guanda, trad. Pino Cacucci, pagg.283, Euro 15,00
Marilia Piccone 21-06-2004
|
 |
- Leggi l'intervista a Santiago Gamboa
 |