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PERCHÉ LE DONNE QUANDO INTERPRETANO LA SENSUALITÀ SONO IRRESISTIBILI: IN UN LIBRO, IN ufficio, al supermercato, in camera. E se conducono il gioco possono arrivare a soluzioni in cui salta in aria la mera brutalità maschile e il volgare diventa spirito. Così è il gioco tantrico e i riti dell’ascoltare il proprio corpo, i suoi desideri più o meno condivisi e condivisibili. E’ un altro mondo, un cielo capovolto. Ecco perché le mani non sono un pensiero feticista ma un veicolo d’amore, ascolto e comunicazione. E’ un romanzo con un forte target femminile, ma che si può regalare ad un uomo per illuminarlo, per provocarlo, per costruire un percorso sorretto dall’esigenza di tempo e totale com-partecipazione alle emozioni di un qualunque rapporto, anche occasionale. I riti servono a rendere speciale l’esistenza, a modularne i ritmi e a stabilire equilibri utili al vivere meglio e i riti sessuali, o comunque che recano piacere e benessere, non possono essere trascurati. L’autrice a volte indugia troppo oppure non riesce ad essere efficace ma forse è un gioco a sospendere, a sottrarre: un lungo addomesticarsi. La storia è una forte attrazione a cambiare vita, ad esplorare limiti e confini nuovi o celati interiormente; a condurla sono due sorelle differentissime, che si ritrovano insieme a condurre un nuovo percorso insieme. Ironia e ricerca scientifica e storica rendono la pubblicazione più succosa e avvincente. Elogio alla lentezza, vero rimedio al frequente calo di desiderio e insoddisfazione sessuale, che contraddistinguono questi tempi scellerati: mani lente, molto lente.
Lynne Kaufman, Il piacere sulle mani, Harlequin Mondadori, Milano, 2004, collana “I Chiaroscuri”, pp. 252, euro 14,00
Albano Ricci 28-03-2004
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