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"IO E ME STESSO CONVIVIAMO DA QUALCHE ANNO. A VOLTE NON CI AMIAMO MOLTO". È così che i transatlantici di carta salpano per un viaggio nella vita quotidiana di un ragazzo come noi. Storie di amicizie, amori, musica e libri: 20 racconti brevi con cui Daniele Bottura naviga a zig zag tra piccoli e grandi miti postmoderni, sfuggendo da ogni traiettoria prestabilita. Con poche parole, in poche pagine, l'autore ci fa entrare in un mondo fatto di cucine disordinate che invocano l'intervento di Mastro Lindo, fogli fitti di appunti che sono fotografie di una vita in lettere e notti passate a scrivere in un autogrill o nella propria auto. È proprio la passione per la scrittura il motore dei transatlantici di carta. In "Sulla scrittura" si narra di riunioni letterarie sullo stile de "La setta dei poeti estinti" de L'attimo fuggente. In "Paternità" uno studente di un laboratorio di scrittura creativa propone l'idea di adottare un libro per allungargli la vita: avete mai pensato di continuare a scrivere La nausea di Sartre o il Breviario per nomadi di Beltrami? A chiudere la raccolta, un dialogo via e-mail tra Bottura e un altro autore, Corrado Giamboni. Il tema? Transatlantici di carta, sottomarini d'inchiostro e via discorrendo di lettura e scrittura con dichiarazioni di poetica ai limiti dello zen: "Sono pronto per le cose brevi , che lasciano tracce senza annientare le altre presenze, come l'incenso, quello leggero, non come il deodorante al pino per il bagno". Guizzi di intelligenza e creatività in un libro al fulmicotone, ideale da leggere durante un viaggio in treno. O in transatlantico.
Daniele Bottura, Transatlantici di carta, Fara Editore, pp.75, Euro 7.00
Simone Spallanzani 04-01-2004
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