NON CI STANCHEREMO MAI DI ELOGIARE LA COLLANA DI LETTERATURA UNIVERSALE MARSILIO per offrirci la possibilità di leggere o di rileggere dei classici senza tempo in una nuova traduzione con testo a fronte, preceduta sempre da un’ottima introduzione. L’ultimo libro pubblicato è il “Don Carlos” dello scrittore tedesco Friedrich Schiller, nato nel 1759 e morto nel 1805. Un’opera attualissima di quasi 200 anni fa, moderna sia nella tematica dei sentimenti privati sia in quella degli ideali politici. Le premesse sono da tragedia greca: Carlos, l’erede al trono di Spagna, ama Elisabetta di Valois, diventata sua madre dopo aver sposato il re Filippo.
Un amore doppiamente proibito dunque, in quanto sarebbe incesto per le leggi del tempo, oltre che adulterio. E tradimento, naturalmente. Ma è Carlos stesso che si sente tradito, da Elisabetta e da suo padre, perché colei che adesso è la regina era la sua fidanzata, prima che re Filippo se ne invaghisse. Tutto potrebbe terminare in una strage e invece un altro personaggio, il marchese di Posa, si inserisce nel triangolo creando un diversivo, istigando Carlos a rivolgere altrove la sua passione e i suoi interessi.
Il marchese di Posa è amico di Carlos ed è il portavoce delle Fiandre oppresse e in tumulto contro le crudeli repressioni eseguite per ordine del re, per soffocare la libertà religiosa del paese. E’ un ruolo ambiguo, quello del marchese di Posa: parla di amicizia, ma forse i valori supremi per lui sono la lealtà verso un paese e la difesa dei diritti umani- a qualunque prezzo. Anche a quello di adulare, prima il figlio e poi il padre, per piegarli a quelli che sono i suoi fini, suggerendo a Carlos un ruolo più grande nell’opposizione alla tirannide paterna, rivendicando per sé il governo di un paese, insinuando anche che questa sarebbe la via per conquistare il cuore della donna che Carlos ama.
Il conflitto politico è solo un aspetto del dramma di Schiller, quello che più chiaramente riflette i tempi in cui visse lo scrittore, accanto al conflitto d’amore che si intreccia a quello del rapporto padre e figlio. Ritroviamo nella trama un meccanismo caro alla tradizione classica: un paggio che fa da messaggero d’amore, una lettera senza firma che fissa a Carlos un appuntamento, l’incontro di Carlos con una donna che non è Elisabetta ma una dama di corte che diventerà sua nemica, vedendosi respinta.
E se Carlos è una figura triste tra Amleto e Antonio, il figlio che pensa di dover essere compianto, Filippo è il re incapace di piangere che ha soltanto un attimo di cedimento, quando dice “io sono solo”, incapace anche di amare, sia il figlio sia la figlia bambina di cui scruta i lineamenti, sia la giovane regina che pensa già di tradire ma da cui esige fedeltà assoluta, a costo di alterare i sentimenti che ha avuto in passato.
Un dramma portato in scena innumerevoli volte, messo in opera da Verdi, assolutamente da conoscere dando un’occhiata- chi può- ai bellissimi versi in originale.
Friedrich Schiller, Don Carlos, Ed. Marsilio, trad. Maria Carolina Foi, pagg. 528, Euro 22,00
Marilia Piccone 27-07-2004