PERSONAGGIO BIZZARRO JOE PANTHER. PERENNEMENTE INCAZZATO, INCLINE ALL’ABUSO DI alcol e stupefacenti, nel “Secondo avvento” continua la sua personalissima missione, ovvero spacciare droga (i suoi sacramenti...) a Perth, città sulla Costa Occidentale dell’Australia famosa per essere la massima produttrice mondiale di miliardari corrotti.
Ma al di là di eroina, bottiglie di Jameson e nottate all’insegna dell’eccesso, Joe Panther ha una caratteristica che lo rende unico: è convinto di essere Yeshu Pantera, ovvero, secondo una tradizione apocrifa, il messia Gesù Cristo, figlio di Maria e di un legionario romano di nome Pantera.
Dopo l’ennesima sbornia con viaggio allucinogeno incorporato, al mattino Joe si risveglia in un vicolo accanto al cadavere di una donna. Lei si chiama(va) Gina Luise Compton, attivista lesbica disoccupata grande amica di Lazarette, un’ex “discepola” di Joe in procino di diventare madre di suo figlio.
La polizia ha bisogno di un colpevole, e uno spacciatore di bassa lega come il nostro affezionatissimo è il capro espiatorio ideale.
Ma c’è una via di fuga: “Procurami informazioni – gli dice il sergente maggiore Hewson – qualcosa da poter usare. Dammi un nome e non mi rivedrai più...”.
Inizia così un’indagine molto personale fatta di interrogatori non convenzionali (chiamiamoli torture...), fondazioni transpersonali, prostitute bambine (destinate a cambiar vita senza però redimersi del tutto) e stratagemmi degni di Richelieu.
L’eccellente Andrew Masterson riprende l’incredibile (e pirandelliano) protagonista de “Gli ultimi giorni”, e lo tuffa in un intrigo irresistibile e scorretto, che accumula rivelazioni inaspettate, pulp e dialoghi spassosi. Ironia come piovesse, trovate (anche di scrittura) e stupore in ogni pagina per un’opera indispensabile.
Andrew Masterson, Il secondo avvento, Marsilio «Black», pp. 340, euro 16,50
Giovanni Scalambra 19-11-2004