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ROMANZO SCIATTO E SENZA DIREZIONE, FIN DAL TITOLO. NON INVOGLIA DI CERTO ALLA LETTURA. Più che un romanzo è un romanzetto abbastanza narcisista. Molto pretenzioso, ma allo stesso tempo geniale. Credo che sia questo quello che Manservisi voglia sentirsi dire più di ogni altra cosa. Non è sempre detto che la sciatteria e la velocità siano sinonimo di esperienza. In questo romanzo non contano la storia, i dialoghi, i personaggi, conta solo la voglia di stupire il lettore.Tutta la vicenda poteva essere molto adatta ad un fumetto, più che a un romanzo. Un uomo sta per morire, allora decide di raccontare la verità su un omicidio. Le intenzioni di Manservisi sbandano, perchè per lo sberleffo e la provocazione è meglio trovare una direzione propria, collaudarla e poi accendere la miccia. In questo modo altrimenti si rischia solo di strappare qualche sorriso e qualche applauso. Ma la letteratura giovane ha proprio bisogno di questo, di qualche sorriso e qualche applauso, forse perchè la televisione ha oscurato ogni cosa. Questo non signifa che Manservisi non possa scrivere qualcosa di più maturo, basterà aspettarlo.
Simone Manservisi, La grande inculata, Cicorivolta Edizioni, euro 7,00, pag.122
Leonardo Moro 22-06-2006
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