ERIN O’BRIEN È LA SORELLA DEL GRANDE SCRITTORE AMERICANO JOHN O’BRIEN. In questa lunga intervista abbiamo ricostruito tutta la vita di John e parlato dei suoi libri. Nel nostro paese è completamente sconosciuto, anche se “Via da Las Vegas” fu pubblicato da Feltrinelli nel lontano 1994.
Tutti i suoi libri meriterebbero la pubblicazione, e soprattuto il suo capolavoro “ Via da Las Vegas” (da cui stato tratto un film con N. Cage) dovrebbe tornare a splendere nelle nostre librerie. Speriamo che questo accada molto presto.
Special thanks: Beatrice Spera
Qual è il primo ricordo che hai di tuo fratello?
Quando avevo 5 anni, mia madre mi aveva cucito un pupazzo che aveva la forma di ranocchio, l’ho chiamato Froggy. Gli volevo bene e lo portavo sempre con me. John aveva 10 anni. A Natale dello stesso anno, fece con l’aiuto di mio padre un lettino di legno per il mio pupazzo, incidendoci sopra “Froggy”.
Ci parli di come è stata l’infanzia di John?
Una volta John era timido e riflessivo. Molto simpatico e bravo. Aveva un rapporto molto difficile con nostro padre e condivideva i problemi di teppisti e ragazze. Amava leggere e ci teneva a sistemare a modo suo i suoi giochi, si interessava di astronomia come di fotografia. Una volta aveva un attrezzo che intagliava il vetro. Ci ha fatto un dozzina di porta penne. Uno, che sta nella mia scrivania, fatto con il vetro verde di una bottiglia di Coca Cola. Contiene una limetta per le unghie, alcuni evidenziatori, una penna verde e uno sbucciatore.
Come sono stati i suoi anni alla Lakewood High School? Che studente era?
John era un bravo studente, aveva ottimi risultati in inglese, fisica e matematica. Non usciva spesso con le ragazze se non all’ultimo anno di superiori. Apprezzato dai professori per la sua acuta intelligenza, non praticava l’atletica, non era neppure uno che frequentava gente alla moda. Faceva parte del Club di Latino, insolitamente popolare alla Lakewood High School. Anche io ne facevo parte e mi sento ancora con Emil Sors, che ha insegnato latino sia a me che a John in quegli anni. Consegno in regalo esattamente quattro copie firmate di “Leaving Las Vegas”, e una di queste andò alla Sors. Le altre copie andarono all’allora moglie Lisa, ai miei genitori e alla mia nonna da parte di madre.
Ho letto che John si sposò giovanissimo, a soli diciannove anni. Come è stato il suo matrimonio con Lisa Kirkwood?
John ha cominciato a frequentare Lisa appena dopo il diploma alla Lakewood High School nel 1979. Si sono sposati nell’agosto del 1979 e hanno divorziato nel 1992. Lisa spesso parla di John come dell’amore della sua vita e l’ha dimostrato negli anni standogli sempre affianco, con molta pazienza per via dell’alcolismo. Per questo, l’ammiro molto e ho sempre pensato che è stata Lisa a tenere in vita John. Ho avuto infatti una paura terribile quando hanno divorziato. Divorzio per volere di John, non di Lisa.
Hanno avuto figli?
Non hanno avuto figli.
Sei ancora in contatto con la moglie di John?
Certamente. Lisa è una parte importante della nostra famiglia. Sia io che mio marito, mia madre e mia figlia la adoriamo e ci manca terribilmente. Lei vive a 2000 miglia a Los Angeles. Viene a farci visita una o due volte all’anno. Non vediamo l’ora di rivederci per le vacanze di Natale 2006.
Che lavori ha svolto John nel corso della sua vita?
Ha lavorato come cameriere da Tony’s Restaurant e da Don’s Lighthouse e come commesso postale per Winton Place Apartments, dove nostra madre era la direttrice. Ha fatto anche il commesso per lo studio legale “Squires Sanders and Dampsey”. Tutti questi lavori li ha fatti a Cleveland. Non ti immagini quanti lavori ha fatto negli anni in cui è stato a Los Angeles e ora non me ne viene in mente nessuno. Nessuno tranne il suo ultimo lavoro, in una caffetteria, la Graffeo Coffee, a Beverly Hills. Amava quel lavoro.
Quali erano gli autori che più amava?
John amava moltissimo Bob Dylan. Mi ha dato tre libri: Sportswriters di Richard Ford, American Pshyco di Brat Easton Ellis e Appunti di un Tifoso di Fred Exley. A nostra madre ha dato invece Le Mille Luci di New York di Jay McInerney. Leggeva anche Don Delillo, Gore Vidal, Hunter Thompson e William Faulkner.
John ha fatto qualche lavoro come sceneggiatore?
Ha scritto una sceneggiatura, “The Rest of Jackie” adattamento di “Days of Wine and Roses”. Non ho idea di che fine gli abbia fatto fare. John ha scritto un episodio della serie televisiva per bambini “Rugrats”, con lo pseudonimo di Carol Mine, che era il nome del personaggio principale di Stripper Lessons. L’episodio n° 37 è intitolato “Giocattoli in soffitta”.
Nel 1990 una piccola casa editrice gli accettò Leaving Las Vegas. Era felice dopo quella notizia?
Per rispondere a questa domanda, citerò direttamente John. Questa è la dedica che ha scritto nella copia di Leaving Las Vegas che poi ha dato a nostra nonna materna.
Nonna
Sabato ho ricevuto le mie prime due copie; questa è una delle due. Voglio che tu sappia quanto ti voglio bene e quanto ti penso, ho sempre sentito di avere un legame speciale con te, e non sai quanto vorrei che noi due fossimo vicini adesso.
Tuo, Johnny
20 Maggio 1991
Le case editrici come si comportavano con lui? Riceveva molte lettere di rifiuto per i suoi scritti?
Diversamente dalla versione cinematografica, il romanzo “Leaving Las Vegas” apre con la scena in cui Sera viene stuprata e sodomizzata da tre studenti del college. Molte grandi case editrici hanno rifiutato il testo per via della sua natura noir. Ecco perché alla fine è stato pubblicato da un piccolo editore.
Nonostante le recensioni positive, il suo debutto, “Leaving Las Vegas”, è diventato un successo commerciale solo dopo la sua morte e dopo l’adattamento cinematografico. John non riusciva a far pubblicare i suoi romanzi, come “Stripper Lessons” e “Better”, ancora inedito. Solo “Leaving Las Vegas” e l’episodio dei Rugrats sono stati pubblicati quando era ancora vivo.
E’ u na cosa che non ha mai compreso e reagiva malissimo ad ogni rifiuto o modifica da parte dell’editore del suo testo. Per l’episodio dei Rugrats, ha usato lo pseudonimo “Carol Mine” perché era furioso di come l’episodio era stato rivisto e non voleva che il suo nome fosse associato a quel progetto. Mi spiegò che aveva scelto quello strano pseudonimo perché così, tutti potevano capire che era lui, infatti lo pseudonimo “è il nome di un personaggio in uno dei miei manoscritti”. Il manoscritto a cui fa riferimento è Stripper Lessons, allora inedito. Ho una copia sia dell’episodio che aveva scritto John sia di quello che effettivamente è andato in onda. La revisione per me è assolutamente appropriata. Secondo me, John ha reagito in modo eccessivo.
Come entrò in contatto con il regista Mike Figgis per il contratto cinematografico di Leaving Las Vegas?
John e Figgis avevano pochissimi rapporti. La sceneggiatura di Figgis, comunque, è molto vicina al romanzo. Se John avesse potuto vedere il prodotto finale, non avrebbe apprezzato la scelta di spostare alla fine del film la scena dello stupro. John ha presentato Sera con la scena dello stupro all’inizio del romanzo con la precisa intenzione di far svanire le accuse che il suo personaggio fosse il cliché della “battona con un cuore d’oro”.
Quando iniziò a bere e ad aver problemi di alcolismo?
John ha cominciato ad avere problemi di alcolismo da subito. A 20 anni, si portava di nascosto una fiaschetta a lavoro. A 26 anni, tracannava vodka direttamente dalla bottiglia alle prime luci dell’alba per non sentire i brividi. Lo so. L’ho visto mentre lo faceva.
Secondo te c’è stata una causa scatenante che lo ha portato alla morte?
M’immagino che John si sia suicidato perché non voleva più vivere.
Ti ricordi quando iniziò a scrivere e di cosa parlavano le sue prime storie?
John ha cominciato a scrivere alla fine degli anni ’80. Come il suo personaggio Ben, ha distrutto tutto il suo materiale prima di suicidarsi. Quindi, le sue prima storie sono andate per la maggior parte perdute. Ho un racconto che ha scritto nel gennaio del 1988 e s’intitola “The Tik”. E’ pieno di alcol, sesso e violenza. Nella dedica a me e ai miei genitori, John ne parla come un racconto “atipico” ma anche come suo “preferito”. Sono certa che ne abbia scritti altri, ma non credo che quello del racconto fosse il suo genere preferito.
Stripper Lessons non è mai stato pubblicato in Italia. Di cosa parla questo libro e quando fu scritto?
Ha scritto “Stripper Lessons” nel 1991 e parla di un giovane adulto, che si chiama Carol Mine, che lavora come commesso in uno studio legale e che trascorre il suo tempo libero a venerare donne che ballano in un locale di spogliarelli. Non utilizza a caso la parola “venerare”. Questo romanzo è tutto incentrato su come John intendeva la religione.
Ci sono dei romanzi o dei racconti rimasti inediti?
Solo quelli di cui ho parlato prima.
Hai dato un notevole contributo a The Assault on Tony’s. Ce ne vuoi parlare?
Questo è un argomento molto difficile per me. Sto lavorando ad un libro di memorie in cui parlo diffusamente di “Tony’s”. E’ un romanzo sul quale John stava lavorando poco prima di suicidarsi. Ho scritto un capitolo e il poscritto: ecco il mio contributo. Il poscritto è abbastanza buono, ma il capitolo mi disgusta ogni volta che lo leggo. Il libro rappresenta la fine della carriera di John come scrittore e l’inizio della mia. Per anni, John mi appariva in sogno e esprimeva delusione per l’intero progetto.
Di cosa parla il romanzo e quando fu scritto?
John comincio a lavorare al romanzo circa un anno prima della sua morte. Parla della storia di un gruppo di uomini facoltosi alcolizzati che si rinchiudono in un bar di lusso mentre all’esterno crescono disordini e sommosse. John utilizza questa premessa ricca di spunti per esplorare il difficile rapporto con nostro padre. “Tony’s” è essenzialmente un romanzo psicologico.
John potrebbe mai aver incontrato un personaggio come Sera (Leaving Las Vegas) nella realtà o è tutto frutto della sua fantasia?
E’ una questione che rimarrà irrisolta per sempre. John ha fatto svariati viaggi a Las Vegas per raccogliere del materiale per il romanzo. Non so se in questi viaggi parlava con le prostitute e gli faceva domande.
Più rifletto sul personaggio di Sera e più mi convinco che è un prodotto della fantasia. E’ la rappresentazione di un angelo per John. E’ spesso descritta come una battona immaginaria, ma in pochi notano che Ben e Sera non hanno mai consumato la loro relazione. Sera è la metafora di una vergine quando Ben muore alla fine del romanzo. Amo l’ironia poetica del personaggio di Sera. E’ allo stesso tempo pura e intrisa di peccato. Inoltre, entrambe le condizioni sono plausibili e Sera se l’è guadagnate completamente. Ti ammiro, John.
Quanto c’è di John nel personaggio di Ben ( Leaving Las Vegas )?
Sicuramente John ha trasferito i suoi seri problemi di alcolismo a Ben. Ma la morte di Ben è stata senza dubbio molto più poetica di quella di mio fratello. John è morto solo in uno squallido appartamento, sparandosi un colpo in testa. Immagino che gli sarebbe piaciuto assomigliare di più ai suoi personaggi, che, secondo Cage, avevano una sorta di eleganza che cade a pezzi. Ma i personaggi immaginari sono incompleti: limitati da due dimensioni. John era un uomo completo, con un passato e un futuro. Ha provato tante volte a smettere di bere. Aveva più fama davanti a sé di quanta molti scrittori potrebbero mai sognare. E quanto a noi, che siamo sopravissuti a lui, posso dire che il profondo dolore che ci siamo trovati ad affrontare dopo la sua morte ha spazzato via l’ultimo brandello, seppur intrecciato di innocenza che la nostra famiglia aveva.
Negli Stati Uniti i lavori di John sono famosi o almeno apprezzati?
Non seguo l’andamento delle vendite di John. Per quanto riguarda gli Americani, non capisco come gli possa piacere Gorge Bush. Nonostante ciò, è il presidente.
Ci sono altri paesi dove i suoi libri sono tradotti?
Ho delle copie di “Leaving Las Vegas” tradotte per il Giappone, la Germania, la Spagna, l’Italia, il Portogallo e i Paesi scandinavi. Probabilmente ci sono anche altre edizione di cui non sono a conoscenza. Non sono mai stati venduti i diritti per “The Assault on Tony’s” e “Stripper Lessons” all’estero.
So che è da poco uscito un tuo libro. Ce ne vuoi parlare?
Il mio primo romanzo, “Harvey & Eck”, è stato anche pubblicato da una piccola casa editrice (Zumaya Publications) nel 2005. Paradossalmente il mio libro tratta di un periodo del tempo che fa da ostacolo alla vita, mentre “Leaving Las Vegas” tratta di un periodo che fa da preludio alla morte. Ogni volta che dico questo sento John che ridacchia dalla tomba sottile come carta e dice sottovoce che sono una stupida, mentre gira gli occhi.
Scrivo inoltre in una rubrica bisettimanale che si chiama “Rainy Day Woman ” del Free Times di Cleveland (www.freetimes.com) e mantengo aggiornato un blog di controversa natura, “The Erin O’Brien Owner’s Manual for Human Beings” (erin-obrien.blogspot.com) come un sito di informazioni generali (www.erinobrien.us). Sono una scrittrice. Passo tutto il tempo a scrivere.
Qual è oggi la cosa che più ti manca di John?
Il respiro e il battito del suo cuore.
Leonardo Moro 17-12-2006