MARIDA LOMBARDO PIJOLA HA DOCUMENTATO LA DOPPIA VITA DEGLI ADOLESCENTI DI OGGI. Sono i ragazzi che tutte le mattine vedi recarsi a scuola, con lo zaino sulle spalle e l'Ipod. Sono i nostri figli, che vanno in una scuola sempre più allo sbaraglio, dove gli insegnanti si sono barricati per non subire la loro violenza, o dove i professori non sanno fare più il loro mestiere, ripresi da telefonini in atteggiamenti hard, o mentre si fanno una canna.
E quelle ragazzine, che vedi con l'Ispac sulle spalle (si chiama così?), come la protagonista di tre metri sopra il cielo, la sera si trasformano in donne sexy, e parlano di sesso come se stesso parlando di gelati.
Così per pochi soldi si vendono, si spogliano, lasciandosi riprendere dai cellulari. Piccole lolite capaci di far girare la testa a un uomo adulto, tenaci, pronte ad abortire clandestinamente se necessario.
Un libro, quello della Pijola, che ci mette di fronte a una realtà sempre più complicata. I bulli, piccoli mafiosi e ipocriti che predicano la non violenza e poi la mettono in atto contro i più deboli, senza un perchè, solo per sentirsi importanti.
Cosa ne sarà di questi giovani, cresciuti tra videogame e Dragoon Ball,e di queste piccole donne che hanno bruciato le tappe della loro vita. Il tempo darà loro risposta.
Marida Lombardo Pijola, Ho dodici anni, faccio la cubista. Mi chiamano principessa, Bompiani, pagg. 227, euro 12
Giovanna Crisà 06-06-2007