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DOPO DI LEI, JONATHAN TROPPER
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La copertina trucco! QUANDO IN UN ROMANZO SI PARLA DI SENTIMENTI, IN GENERE IL LIBRO VIENE etichettato come lettura per donne, con un bel po’ di sufficienza. E si pensa che abbia delle protagoniste donne e che sia stato scritto da una donna- come se i sentimenti fossero una prerogativa femminile, in base al vecchio stereotipo secondo cui la virilità viene identificata con la forza e l’azione, senza alcun cedimento. “Dopo di lei” scardina tutti questi pregiudizi: è un romanzo scritto da un uomo, Jonathan Tropper, e i due personaggi principali sono un uomo e un ragazzo, travolti da un dramma a cui ognuno dei due reagisce in maniera diversa. Doug, 29 anni, ha perso la moglie, di undici anni più vecchia di lui, in un incidente aereo.
   E’ passato un anno ma né lui né Russ, il figlio quindicenne della moglie, hanno superato il trauma della perdita: Doug beve, Russ fuma erba e fa a botte con i compagni. E’ difficile venire a termini con la morte della persona amata, arduo accettarne la scomparsa, soprattutto quando è stata improvvisa. Una persona c’era e ora non c’è più.
   La si è salutata come se l’assenza fosse breve- e dopo, quando si fa largo la consapevolezza che non ci sarà più alcun saluto, inizia la lotta disperata della memoria per non lasciar sfuggire i ricordi. E allora le manifestazioni esterne del dolore, l’ubriachezza di Doug, gli sballi di Russ, sono un modo per arrestare il tempo, per non costruire niente in un mondo in cui lei, Hailey, non si aggira più. Perché già il solo vivere è una colpa quando è un privilegio, e godere della vita raddoppierebbe la colpa. Quel sottile desiderio di autodistruzione, sia di Doug sia di Russ, significa negarsi la felicità, perché essere felici vuol dire dimenticare Hailey, e se chi è morto viene dimenticato è come se non fosse mai esistito.
   Scrivere della morte è difficile, il rischio è nel diventare strappalacrime, esagerare nel sentimentalismo, o raccontare una storia così cupamente triste che nessuno avrebbe voglia di leggere. E invece Jonathan Tropper riesce ad essere divertente, perché ha creato un personaggio oltremodo simpatico che possiede una buona dose di autoironia.
   Anche mentre sta andando a pezzi, Doug è capace di guardarsi con gli occhi degli altri, anzi, guarda se stesso attraverso gli occhi degli altri a cui attribuisce la sua capacità di ironizzare. E tutti gli offrono uno spunto di divertimento- la gemella Claire che ha appena piantato il marito, l’altra sorella Debbie soprannominata “Merdina”, la madre che ha sempre il bicchiere in mano, il padre che ha avuto danni cerebrali per un ictus e che si aggira in mutande in giardino, il violento primo marito di Hailey, la rossa vicina di casa che gli si offre come consolazione.
   Tutti diventano personaggi di una brillante commedia familiare in cui si litiga, ci si insulta, si fa a pugni, ma ci sono anche momenti di grande affetto e di solidarietà, di generosità emozionale che avvolge pure il giovane Russ, il personaggio più fragile che ha perso la madre e non ha mai avuto un vero padre. E allora questo libro sul sentimento della perdita diventa anche una duplice riflessione sulla paternità- può un patrigno-quasi-fratello essere preferibile come modello al vero padre? Ed è necessario perdere in parte le proprie facoltà mentali, come avviene al padre di Doug, per lasciarsi andare a manifestazioni di affetto?
   Il racconto di Doug in prima persona è intervallato dagli articoli che scrive per una rivista, in cui parla di sé e di quello che prova, Avevo una moglie. Si chiamava Hailey. Ora se n’è andata. E io anche. Sono una pausa di dolore distillato seguita da brevi capitoli di ritmo e stile diversi con lo scambio di e-mail con un editore che fa pressioni perché Doug scriva un libro. Il che offre un altro spunto di riflessione, un corollario del dolore e del senso di colpa: è una merce svalutata la sofferenza che si vende come al mercato? E’ tradire chi si ama, dare in pasto agli estranei i propri sentimenti?

Jonathan Tropper, Dopo di lei, Ed. Garzanti, trad. Sara Caraffini, pagg. 334, Euro 17,60

Marilia Piccone  06-10-2007

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