Ci sono parecchi modi di leggere il romanzo dello scrittore giapponese Keigo Higashino, “Il segreto del lago”. Si può leggere semplicemente come un thriller: quattro coppie in vacanza; i loro figli, che seguono dei corsi preparatori per l’esame di ammissione ad una scuola privata e sono alloggiati in una villa vicino a quella dei genitori; una visita inaspettata da parte dell’amante di uno degli uomini; l’assassinio della donna e l’occultamento del suo cadavere nel lago. E’ stata veramente la moglie tradita ad uccidere Eriko?
Questa lettura sarebbe però come il restare a galla sulla superficie liscia del lago, meglio tuffarsi nelle profondità oscure che celano segreti. Perché allora il romanzo è un avvertimento di pericolo, di dove può condurre uno spostamento di valori nella nostra società. O ancora, è una denuncia di un sistema scolastico che privilegia i ceti abbienti. E un memento dell’importanza che ha la scuola nella formazione dell’individuo.
Un’informazione a mo’ di premessa: la scuola pubblica in Giappone è scadente, se si hanno i mezzi e si riesce a frequentare una scuola privata, il diploma rilasciato da questa apre automaticamente le porte dell’università e del mondo del lavoro. Vale la pena di fare qualunque sforzo, dunque, per passare l’esame di ammissione ad una scuola privata. Ecco perché le quattro coppie hanno escogitato questa maniera di passare le vacanze: un insegnante privato seguirà la preparazione dei quattro bambini, i genitori si alternano in turni di sorveglianza, i pasti sono in comune, le giornate rigidamente scandite dall’orario di studio e ricreazione.
Ci voleva un personaggio esterno, meno coinvolto, per cogliere la crudeltà e l’egoismo camuffato da altruismo genitoriale di questa situazione. Namiki Shunsuke è un art director- una linea di lavoro che si discosta da quella della produttività-, è il marito di Minako ma non è il padre di suo figlio.
Laddove Namiki avverte un che di forzato nelle parole dei bambini che asseriscono quanto sia importante studiare, una certa dissonanza nel fatto che i quattro compagni di studi si evitino durante il tempo libero, che siano quasi incapaci di giocare, gli altri genitori sono interamente soddisfatti e premono per risultati sempre migliori. E allora l’accusa sottintesa, in risposta alle critiche di Namiki, è che non sia ambizioso nei confronti di Shota perché il futuro del bambino non gli sta sufficientemente a cuore, perché lui non è il vero padre.
La situazione precipita quando Eriko, l’amante di Namiki, arriva con un pretesto sul posto. Perché la donna viene uccisa e Minako, la moglie di Namiki, si autoaccusa. A questo punto, perché, invece di avvisare la polizia, tutti sono d’accordo nel rendere irriconoscibile il cadavere e far sparire il corpo nel lago? Possibile che sia solo per amicizia? Per non turbare i figli? Per non rovinare le loro possibilità con uno scandalo? Ma tutti d’accordo, anche i due che dapprima si erano dichiarati non disposti a quella menzogna?
Al lettore scoprire quanto altro c’è dietro l’assassinio della bella Eriko: lo scoprirà insieme allo sconcertato Namiki, investigatore suo malgrado che finirà anche lui per sperare che le acque del lago mantengano il segreto.
Keigo Higashino, Il segreto del lago, Ed. Baldini Castoldi Dalai, trad. Paola Scrolavezza, pagg. 270, Euro 18,00
Marilia Piccone 17-01-2008