SHERLOCK HOLMES QUESTA VOLTA SEMBRA DECISO: DOPO DECINE E DECINE di indagini, è arrivato il momento di appendere la lente di ingrandimento e il cappello al chiodo.
Stanco? Tutt'altro, ma l’innamoramento e l’imminente matrimonio del fido Watson, l’amico perfetto per alimentare il suo ego, la spalla ideale per sciorinare la sua arte deduttiva, sembrano presagire un futuro che non potrà che essere di nostalgia per gli anni d’oro. E con la nostalgia nel cuore, indagare su delitti, sparizioni ed enigmi è parecchio complicato…
Ma accade qualcosa. Anzi, accadono tante cose. C’è un misterioso delitto sul traghetto della Manica, poi un incarico arrivato direttamente dal re (recuperare una lettera compromettente dalle mani di una signora dell’alta società), e ancora la bizzarra sparizione dei resti – appena ritrovati – di Oliver Cromwell, ufficiale inglese condannato a morte anni prima per spionaggio, e, infine, l’evento più inaspettato e pauroso… il ritorno del mastino di Baskerville.
Un barbone racconta infatti di essere stato assalito, mentre dormiva nella brughiera di Hampstead, da un cane feroce e di dimensioni elefantiache. La memoria non può non tornare alla nota vicenda del mastino che anni prima aveva seminato morte (poca) e paura (tanta) nelle campagne inglesi.
E mentre il dottor Watson comincia a farsi sopraffare dai tanti casi aperti, Holmes lascia che il suo acume e la sua capacità di captare gli indizi più nascosti trovino il filo conduttore di tutti questi eventi. Cogliendo ancora una volta nel segno: in gioco questa volta ci sono le sorti dell’intera nazione.
Difficile trovare personaggi, saghe o testi che hanno generato più apocrifi di quelli toccati a Sherlock Holmes: parodie, imitazioni, rifacimenti, riscritture, sono innumerevoli le clonazioni che vedono protagonista il detective di Baker Street, che di volta in volta deve vedersela con casi impossibili (risolvere il mistero di Lochness), antagonisti leggendari (persino Dracula o il ladro gentiluomo Lupin) o “amici” improbabili (Freud ne “La soluzione sette per cento”).
In “La vendetta del mastino dei Baskerville”, l’ottimo Michael Hardwick imbastisce una trama coinvolgente in cui il noto “mostro” a quattro zampe che tanto aveva fatto la fortuna di Conan Doyle, viene inserito in un contesto di intrighi sotterranei e complotti governativi che potrebbero gettare la vecchia Inghilterra sull’orlo del baratro. In mezzo ci sono le deduzioni geniali di Holmes, qualche sorpresa sulla sua formazione (chi avrebbe immaginato la sua passione per la letteratura colta), colpi di scena in abbondanza e una ricostruzione storica perfetta.
Se apocrifo deve essere, che sia almeno di qualità, e questa avventura holmesiana targata Hardwick si legge con piacere, come se si trattasse del racconto di un caro amico che non sentivamo da tempo.
Michael Hardwick, La vendetta del mastino dei Baskerville, traduzione di Carlo Oliva, Alacran, pagg. 328, euro 16,80
Giovanni Scalambra 04-02-2008