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Italia, primavera 2015. Tutto inizia da un sasso, gettato con violenza contro una donna la cui unica colpa è aspettare un figlio da un uomo che non è suo marito. Un sasso a cui ne seguono altri, sempre più grandi. E mortali. Una lapidazione alla luce del giorno. Elisa muore prima dell’arrivo dei soccorsi. Per il commissario Visconti le settimane si annunciano complicate: c’è un delitto d’onore su cui investigare, ci sono violenze sempre più efferate a sporcare di sangue le strade. L’Italia giorno dopo giorno pare perdere la propria identità in nome di un’integrazione che somiglia sempre più a una disintegrazione. Di tradizioni, credenze, sicurezze, senso civico, buon senso. Il Partito della Verità, un nuovo movimento di matrice islamica, sta facendosi largo tra gli schieramenti tradizionali attirando a sé nuovi seguaci grazie a idee e valori forti (leggasi integralisti) che sembrano attecchire nella società italiana persino troppo facilmente. L’escalation è inarrestabile: vengono colpite le donne, trattate come cittadine di seconda classe, senza diritti e possibilità, le chiese, le opere blasfeme, gli infedeli (e non si tratta di chi tradisce la moglie…), gli omosessuali. Quando dal balcone di San Pietro il nuovo Papa Benedetto XVII, che da tempo manifesta aperture sospette verso l’Islam, lancia un annuncio shock su Dio e sull’essere cristiani, il nuovo inizio è vicino. Un nuovo inizio che somiglia a una fine. Pierfrancesco Prosperi è uno scrittore eclettico. Nel suo curriculum ci sono romanzi, saggi e fumetti. Questo suo “La moschea di San Marco” sembra uno di quei classici “What if” che tanto hanno avuto fortuna tra le nuvole disegnate: cosa succederebbe se… E il “se” questa volta porta alla luce lo scontro di civiltà e religioni, la possibile islamizzazione dell’Italia, la violenza mascherata da fatwa, kamikaze, attentati. Fantascienza? Ce lo auguriamo, perché queste pagine, questo “1984” italianizzato, trasmettono inquietudine. Un libro che suscita sentimenti contrastanti: da un lato c’è l’impossibilità di smettere di leggere, tanto è incalzante e avvincente la narrazione, dall’altro c’è il timore di proseguire, di arrivare a un finale che non può che essere senza speranza.
Pierfrancesco Prosperi, La moschea di San Marco, Bietti, pagg. 332, euro 20
Giovanni Scalambra 04-02-2008
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