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SEX IN LEGOLAND
Un CD di Giovanna Marmo
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Giovanna Marmo trucco! UN’ARTISTA ORIGINALE, COMPLESSA E GRADEVOLE AL CONTEMPO: QUESTA l’idea che trasmette l’analisi dell’opera “Sex in legoland” di Giovanna Marmo. Il Cd, arricchito dalle musiche di Frank Prota, offre spunti d’intrigante novità a partire dai titolo delle singole canzoni (es. “Bosco di forchette”, “Tom Cruise e la patatina”).
   Performer a 360 gradi, questa brillante creativa napoletana (cantante, pittrice, poetessa, perfino attrice) si conferma una straordinaria provocatrice che ha conseguito una maturità resa tangibile dall’invito alla seconda edizione del “Big Torino”, Biennale Internazionale d’Arte curata da Michelangelo Pistoletto.
   “Sex in Legoland” può definirsi una sorta di miscela tra una sarcastica affabulazione supercontaminata dal gusto per le atmosfere fiabesco-surreali. I pezzi del Lego diventano insomma il pretesto per esplorare la sessualità, mettendo così in relazione due mondi distanti come l’infanzia e l’età adulta dell’accoppiamento. Le architetture proposte sono spiazzanti, deformanti, perché la crescita è esattamente questo: distruzione dell’ingenuità rassicurante della prima fase dell’esistenza.
   Il talento è genuino e deflagra evidente nelle orecchie dell’ascoltatore: è un vulcano di emozioni che esplode, sublimando la rappresentazione musicale in una tensione incontrollata verso l’Assoluto. O forse verso il Nulla. O forse ancora verso un “sé” che sfugge sempre un po’ più in là, irraggiungibile come l’equilibrio che ogni uomo continuamente insegue senza successo. E forse è proprio questa la strada da percorrere per "progettare" una nuova forma poetica.
   In conclusione, può affermarsi che la Marmo ha capito una cosa: l’Arte è un Unicum dove ogni singola manifestazione è collegata ed in rapporto di osmosi. La profondità della sua analisi trae dunque piena giustificazione dalla presa di coscienza dell’evoluzione a volte spaesante, ma sempre necessaria, che la Multimedialità sta provocando sulle singole modalità di rappresentazione dell’universo interiore, più o meno onirico-delirante, che ogni vero artista sente il bisogno d’estroiettare, per illuminare di luce propria un frammento dell’umana socialità.
   Come già opportunamente evidenziato da una nota critica dello scrittore Aldo Nove, il caso di Giovanna Marmo è unico in Italia. Partita dalla Pittura (è laureata in Storia dell’Arte), Giovanna ha avuto l’ardire di rischiare, mettendo in discussione le certezze gnoseologiche faticosamente conquistate, per gettare il cuore oltre l’ostacolo delle convenzioni e dei vincoli imposti da una struttura sociale massificante ed eterodirigista.
   “Sex in Legoland” è un inno alla libertà d’espressione che ogni creativo reca latente nell’animo, un’esplorazione delle infinite potenzialità combinatorie di un millenario mistero chiamato parola. E i nani nudi che insidiano la Biancaneve della perversione sono forse i nostri sensi, atrofizzati dalla necessità di adattarsi a mille sciocche regole, pur di sopravvivere.
   Ma un vero artista non vende la propria dignità: al contrario vuol sapere, capire, criticare, andare fino in fondo. Ed è proprio quello che la nostra ha fatto con questo suo bel CD.

Giovanna Marmo, Sex in legoland, Derive Approdi

Fernando Bassoli  29-10-2002

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