I VOIVOD, TUTTORA ATTIVI SULLA SCENA METAL, HANNO RAPPRESENTATO UNO STRANO, MORBOSO culto per una miriade di kids. Ed ancora oggi, il loro sound unico ed evocativo continua ad affascinare persino le nuove generazioni, quelle cresciute con il Death e con il Black Metal, per intenderci.
Le motivazioni e le suggestioni di un gruppo così creativo e longevo, trovano, con tutta probabilità, ragione d'essere nel background di questi mitici canadesi.
Appassionati del miglior rock progressivo (Pink Floyd, King Crimson, ma anche Van Der Graaf Generator), i Voivod saranno fulminati dallo Speed Metal degli Exciter, ma soprattutto dalle ossessioni post-industriali di Killing Joke. È dunque da questo intreccio di inusuali influenze che verrà fuori il loro tipico sound e nel loro quarto lavoro, l'eccezionale "Dimension Hatross", la cifra stilistica dei nostri sarà compiutamente rivelata.
Un riffing Thrash Metal insinuante ed efficace, certamente, ma anche linee vocali teatrali e paranoiche, un bassismo complesso e debordante come pochi, ed un sound di chitarra (lo è ancora oggi, con tutta probabilità) inaudito. Riffs fratturati, futuristici e spiazzanti, ed un solismo fumigante ed appassionato come nella migliore tradizione Heavy. Se aggiungiamo al tutto dei testi impegnati ed non derivativi, forti di lucidi j'accuse nei confronti della manipolazione psichica e mentale spesso perpetrata da sedicenti organizzazioni politiche e religiose, il quadro è davvero completo. Un disco davvero epocale.
Difficile estrapolare da un così valente contesto sonoro alcuni brani esemplificativi, tuttavia è doveroso citare almeno le splendide "Tribal Convictions", con i suoi ipnotici breaks, "Chaosmongers" e la classica "Macrosolutions to megaproblems". Superba, poi, la conclusiva "Cosmic drama", col suo indimenticabile refrain.
Procuratevi a tutti costi questa gemma di metallo incompromesso ed orgogliosamente underground, disponibile tra l'altro ad un prezzo interessantissimo.
Michele Dicuonzo 28 ottobre 1999