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Pavement/dEUS Velvet, Rimini 30/6/99

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dEUS trucco! CRONACA DI UN DOPPIO CONCERTO CHE SI É IN FRETTA RIDOTTO AD UN UNICO CONCERTO. L'esibizione dei Deus (che forse avevano attratto più spettatori dei Pavement) si é interrotta dopo solo quattro pezzi a causa di un black out e praticamente non é più ripresa. Peccato perché la band pareva particolarmente ispirata e, specie con il vecchio singolo "Suds & soda", era riuscita già a coinvolgere il pubblico e fra esso anche chi, come il sottoscritto, non si era mosso per loro.
   Dopo una lunga pausa e un coraggioso tentativo di spiegare la situazione da parte di uno dei gestori del locale (la folla "inferocita" aveva già cominciato a inveire con cori da stadio contro i responsabili della serata e minacciava improbabili espropri), sale sul palco il gruppo di Portland con Stephen Malkmus che invita tutti ad incrociare le dita perché tutto fili dritto.
Pavement trucco!    Ora a mente fredda i Pavement parrebbero la band meno indicata per affrontare una situazione del genere, con la loro aria da bancari o impiegati mancati di fronte a centinaia di persone che aspettano solo il minimo inconveniente per sfogare la propria rabbia. Invece ecco che il miracolo si compie: i problemi tecnici non ricompaiono (la causa era probabilmente da cercarsi nella strumentazione dei deus) e il gruppo miscelando pezzi più rumorosi con altri più melodici riesce a spegnere anche gli animi più accesi. Dopo otto anni di carriera la loro scaletta é molto simile ad una già matura raccolta di successi (possono permettersi di snocciolare in serie "Cut your hair", "Stereo" e l'ultima "Carrot rope"), imbottita da estratti dal recente ottimo "Terror twilight".
   Col passare dei minuti la tensione scende anche sul palco e la smorfia sulla faccia di Malkmus si trasforma in sorriso. Arrivano numerosi i pezzi fuori scaletta (principalmente tratti dai primi dischi), che costringono Bob Nastanovich a volanti cambi di percussioni e portano la durata del concerto a quasi due ore.
   Oltre l'ottima qualità del concerto la band pare decisamente sollevata per aver potuto rompere la routine del tour eseguendo pezzi che probabilmente non suonavano da tempo, e il pubblico tutto sommato si rende conto di aver assistito ad un "evento" non da poco.

Massimiliano Bonini  08 luglio 1999

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