LA VICENDA UMANA E MUSICALE DEI CALIFORNIANI OFFSPRING HA DAVVERO DELL'INCREDIBILE. Dopo un paio di albums considerati solo a livello underground, i nostri sono letteralmente esplosi sulla scorta dell'oramai celeberrimo singolo "Come out and play", e da quel momento la loro è diventata la classica fiaba a lieto fino, con tanto di vendite milionarie e tours rigorosamente sold out.
Attendevo questo nuovo album con curiosità, specie alla luce delle dichiarazioni della band, che paventava una sorta di "ritorno alle origini". E di quello si è infatti trattato, anche se il termine "radici" qui è stato inteso a ripercorrere deliberatamente il percorso sonico tracciato con l'album best-seller "Smash", proprio quello del singolo-boom di cui sopra. E chi vi scrive ci tiene a sottolineare che tra i solchi di "Americana" si tende, e più volte, proprio a cimentarsi nella spudorata e reiterata riproposizione dell'identica struttura melodica della, a questo punto, abusata "Come out and play". Ed a questo tipo di gioco, il sottoscritto non intende stare.
Non bastano neppure i tentativi di "contaminazione" Hard Rock in "Pay the man" a salvare la baracca. "Americana" è un prodotto plastificato, costruito ad arte per il pubblico degli adolescenti. Spiace dirlo, ma l'impressione finale è proprio quella che anche gli Offspring ce li siamo oramai giocati.
Michele Dicuonzo 11 aprile 1999