PIETRA MILIARE NELLA DEFINIZIONE DI QUELLO CHE SARÀ POI RICORDATO COME L'HARDCORE PUNK AMERICANO DEI PRIMI EIGHTIES, l'album di debutto dei Dead Kennedys, col dirompente Jello Biafra sugli scudi, ha realmente segnato un'epoca per i cultori del Punk Rock. A certificare il rinnovato status delle cose, tutta una serie di componenti: il nuovo modo di scrivere, innanzitutto, con dei riffs particolarissimi ed "acidi" che verranno ricalcati a lungo nel corso dello stesso decennio, la velocità notevolissima, nonché la voce altrettanto schizzata e sarcastica del buon Biafra.
I testi poi, sono un capitolo a parte: un verace dito nell'occhio dell'ipocrita buona borghesia statunitense, tutta presa dal reganismo galoppante. Brani come "Holidays in Cambodia", "Kill the poor" o "California Uber Alles" sono un qualcosa di irripetibile, in grado di scuotervi a dovere ancora oggi.
Se siete cresciuti con Green Day ed Offspring, forse è il caso che passiate alla riscoperta delle radici e, perché no, di un modo di fare musica meno incline all'escapismo che va tanto di moda di questi tempi. Un disco unico.
Michele Dicuonzo 11 febbraio 1999