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Popol Vuh  "Das Hohelied Salomos"
(1975 - ristampa Spalax Records)

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Popol Vuh trucco! FINALMENTE, DA UN PÒ DI TEMPO a questa parte, sugli scaffali dei negozi specializzati è possibile trovare le ristampe di quasi tutti i dischi dei grandi Popol Vuh. Coloro di voi che sono appassionati di New Age e musica mistica in genere, dovrebbero davvero procurarsi dischi come questo, e riconoscere quanto opere della portata di "Das Hohelied Salomos" siano state saccheggiate nell'ultimo periodo da sedicenti "guru" ambient. Pur essendo stato inciso più di venti anni fa, questo lavoro mostra ancora oggi una freschezza ed un gusto invidiabili, nulla a che vedere con quello che ci viene quotidianamente spacciato per "musica della nuova era". In questo disco troverete una seducente mistura di rock pinkfloydiano e sonorità rituali/meditative, il tutto suonato in maniera veramente ispirata e non derivativa. Punti di forza del sound dei teutonici, le splendide melodie iterative del leader Florian Fricke, qui grande protagonista al piano, l'ottima performance vocale della sensuale corista Djiong Yun, nonchè il lavoro trasognato sulle chitarre di Daniel Fichelsher. Da rimarcare anche la perfetta integrazione di strumenti etnici come Sitar e Tablas nel mistico tessuto sonoro del gruppo. Nonostante i pezzi siano cantati in lingua madre, il risultato finale è davvero eccellente: concedete un solo ascolto a "Du Sohn Davids" oppure a "In Den Nachten Auf Den Gassen", non potrete non restarne stregati. Popol Vuh, un gruppo cult da riscoprire assolutamente.

Michele Dicuonzo  19 marzo 1998

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