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Martina, la tua tesi di laurea ha avuto un’enorme
successo, ne hanno parlato anche in radio.
Probabilmente dipende dall’originalità
dell’argomento, ma come ti è venuta quest’idea
della trasgressività femminile?
L’idea è nata da una tesina su Fedra che ho
svolto per il primo esame di Istituzioni di regia:
l’epiteto di puttaneria riferito Fedra. Ho
immaginato un tribunale in cui tre Fedra di autori
diversi erano accusate di puttaneria. Dal
processo risultano tre verdetti differenti: in uno
Fedra è colpevole, in un secondo è innocente e
in un terzo la giuria si astiene dal voto.
Quali sono i personaggi di cui parli nella tesi?
Innanzitutto Fedra e Didone, a cui dedico
maggior spazio. Poi, tutti i personaggi femminili
dell’enciclopedia Bompiani, ben 1583.
Naturalmente lavorando sull’enciclopedia
Bompiani devi attenerti a quello che viene scritto
per ogni personaggio, sarebbe stato impossibile
leggere tutte le opere. Comunque, per ogni
donna di cui ho parlato il riferimento è alla prima
opera in cui appare il la figura femminile. Solo per
Fedra e Didone ho fatto una carrellata nei secoli,
analizzando i personaggi trattati in maniera
differente dai vari autori, anche se nel caso di
Fedra, per esempio, è quella di Euripide che
rimane nella memoria, piuttosto che la Fedra di
D’annunzio. Molti delle figure femminili di cui parlo
si svincolano dall’autore e rimangono nella storia,
acquistando autonomia.
Quando diventa trasgressiva una donna?
Ci sono due tipi di trasgressione: la
trasgressività sessuale e la trasgressività tout
court. L’intento della tesi era organizzare le
figure femminili secondo una tabella applicata in
base ai periodi storici. Secondo me con 10 campi
si organizzano tutte le donne dell’area culturale
occidentale, prevalentemente di religione
cattolica. Alcuni dei campi sono: protagonista,
virtuosa (non trasgressiva), normalizzata
(trasgressiva che diventa virtuosa), trasgressiva
tout court e trasgressiva sessuale. Facendo un
discorso sociologico per trasgressiva tout court
si intende colei che trasgredisce il sistema. E’ un
problema di destabilizzazione del sistema. Nel
caso cattolico, per esempio, il ruolo della donna
è quello di fare la madre. Per Rousseau “la donna
in tutto ciò che non è sesso è uomo”. Così
dicendo la prima discriminante è il sesso e il suo
massimo attributo è fare la mamma e la
compagna dell’uomo. Sempre secondo Rousseau
“se di una donna si apprezza l’intelletto è perché
è brutta”.
Le puttane trasgressive tout court sono le più
pericolose, contrariamente alle puttane
trasgressive sessualmente che non sono mai
funeste. Sono puttane raccontate con
divertimento, come per le cortigiane
rinascimentali, non mettono paura perché fanno
parte del sistema. Sono molto più pericolose le
adultere che vanno ad intaccare una struttura
solida. Di solito alle donne trasgressive
sessualmente è annesso l’attributo di straniere:
le straniere sono tutte puttane, tranne
Arodopnusa e Berenice. Queste non diventano
funeste perché non si insinuano in un luogo che
a loro non appartiene. Sono trasgressive sessuali
a posteriori, sono prima straniere. Le prostitute
sono tutte divertenti, carine, non sono dannose,
spesso sono legate ad aneddoti.
Prendiamo le eteree della Grecia. All’inizio
Aspasia stava insieme a Pericle, e per lui era
quasi motivo di vanto. Nel momento in cui
Aspasia è stata chiamata da Pericle a vivere con
lui ecco che è accusata di aver istigato lo Stato.
Dunque, non esiste il problema della
trasgressione.
Quali sono le figure femminili più vecchie e quelle
più recenti di cui parli?
I personaggi più vecchi sono quelli di area
biblica, il più recenti sono le tuffatrici di Ibsen.
Organizzo tutte le figure femminili ibseniane
secondo il ciclo dell’eterno ritorno: Angelo -
Sirena - Angelo. Ibsen, contrariamente a quello
che si dice, non è femminista, ricerca la verità:
l’uomo è diverso dalla donna quanto la donna è
diversa dall’uomo. La diversità di ruoli deriva da
questo, confermando ulteriormente che la donna
è uguale all’uomo se non per il sesso. Dalla
donna bambolina si arriva alla donna del mare
che torna all’ovile. In mezzo ci sono o le donne
che finiscono come Edda o Rebecca o i
personaggi come Cristine, tanto più positive
quanto appaiono negative le protagoniste,
servono a controbilanciare. Ho immaginato tutte
queste donne pronte a tuffarsi da un trampolino:
Edda si schianta e muore nella piscina; Nora
sguazza nella piscina convinta che si il mare,
prova ad uscire e lascia intendere che là
tornerà; Rebecca si è tuffata tante volte, perde
l’interesse verso il tuffarsi e alla fine muore.
Tutte sono riconducibili allo stesso percorso.
Che cosa contiene il secondo volume della tesi?
Si tratta di un’indagine iconografica. Ho ripreso i
luoghi comuni delle puttane: banchetto; acqua
(bagni e toilette); letto; vita artistica delle
cortigiane. Nella sezione iniziale ci sono allegorie,
costumi, censure che servono da paradigma per
leggere la serie di immagini.
Quanto tempo hai impiegato per fare la tesi?
Avrò impiegato 8 mesi, ma i tempi si sono
dilungati molto per motivi vari.
Hai intenzione di pubblicarla?
Mi è stato proposto dal professor Picchi. C’è un
altro ragazzo che sta lavorando ad una tesi
analoga per i personaggi maschili. Vedremo cosa
fare.
Francesca De Sanctis 29 giugno 2000
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