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IL FATTURATO DELLA PIRATERIA INFORMATICA COINVOLGE CIFRE DA CAPOGIRO che probabilmente non hanno nulla da invidiare a quelle associate al racket e alla prostituzione. Un'affermazione facilmente deducibile anche per chi non cura i libri contabili della yakuza, ma si limita a osservare come perfino le multinazionali non riescano a ottenere un vantaggio tecnologico sufficiente per sconfiggere i ladri del diritto d'autore. A fine maggio National Consolle Support, compagnia di importazione online, era già in grado di aver ricevuto e felicemente testato un mod-chip per il modello giapponese di PlayStation 2. Un annuncio clamoroso, almeno per i meno esperti che consideravano la nuova consolle di Sony a prova di pirateria. L'integrato consente infatti la lettura su PS2 di copie pirata e, con 12 pin, ricorda i primi microchip sviluppati per lo stesso scopo per la vecchia Playstation. Quanto all'obiezione che i videogame per PS2 siano in formato DVD-ROM, qualcuno è riuscito a trasferirli su CD-ROM da 74 minuti eliminando le traccie musicali. Immediata la reazione del gigante del computer entertainment che ha annunciato la modifica dell'hardware di PS2 destinato al mercato europeo in maniera da rendere inutile il ricorso ai mod-chip in commercio. Ancora sconosciute le parti del sistema interessate dal "restyiling". Forse troppo arrischiato renderle note.
Matteo F. M. Sommaruga 16-10-2000
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