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NELL'Y2K - SE DA UNA PARTE SI RISCONTRANO GRANDI ENTUSIASMI e grandi speranze nel nuovo millennium, dall'altra continuano ad arrivare, dal Giappone, notizie shoccanti di crimini giovanili. Ultimamente ci sono stati 3 casi davvero atroci e crudeli commessi da ragazzi di 15 - 17 anni che hanno lasciato il popolo nipponico senza parole...
Nel primo caso ad un ragazzo di 15 anni è stato estorto denaro da un gruppo di circa 10 ragazzi, tutti suoi coetanei, per un periodo di 6 mesi, ed ogni volta il ragazzo ha subito violenze anche molto gravi: picchiato ferocemente, è finito all'ospedale per ben due volte. Oltre all'entità della violenza e all'età di aggressori e vittima, a stupire è stata la cifra di denaro estorta: con le 70-80 estorsioni infatti ha superato i ¥50 milioni, vale a dire più di un miliardo di lire!!!
Nel secondo caso un ragazzo di 17 anni, da tutti considerato bravo e intelligente, si è improvvisamente trasformato in un atroce assassino. In un giorno dell'aprile scorso, dopo la scuola prende un coltello e un martello, ed esce. Non voleva uccidere dei giovani perché secondo lui "hanno il futuro". Vagabondando, si trova per caso davanti ad una casa dove abita una coppia anziana. Entra (la porta era aperta) e massacra la signora che è in casa in quel momento con il martello e poi con numerose coltellate. Quando la polizia lo ha arrestato, ha detto senza perdere la calma "volevo fare l'esperienza di ammazzare la gente e provare come ci si sente durante l'assasinio."
L'ultimo caso accade un paio di giorni dopo il secondo caso, anche questa volta si tratta di un ragazzo di 17 anni tranquillo e bravo a scuola. Armato di un grosso coltello ha dirottato un pullman sull'autostrada, ha ammazzato una passeggera e ne ha ferito gravemente diversi altri. Il dirottamento è durato all'incirca due giorni, fino a che la polizia non è riuscita a fare irruzione nell'autobus e a catturarlo: durante l'interrogatorio era ansioso di sapere se i media stavano parlando di lui in prima pagina.
La caratteristica comune a tutti e tre i casi è la completa mancanza del senso di colpa. Sembra che questi ragazzi non sappiano cosa voglia dire compassione, né conoscono la differenza tra egoismo e individualismo: per loro essere libero vuol dire poter fare qualsiasi cosa, senza considerare gli altri.
Questa mancanza di sensibilità nasconde i gravi problemi della famiglia giapponese contemporanea. La relazione tra genitori e figli sta diventando sempre più rarefatta, e sempre più numerosi sono i genitori che non ammoniscono i loro figli e che si tengono al di fuori dalla loro vita. Forse non hanno tempo, ma forse non hanno neanche tanta voglia di impegnarsi. Il loro atteggiamento è più di amici che di genitori.
Di recente un giornale giapponese descriveva questo tipo di famiglia come 'hotel family' (famiglia alberghizzata). Ogni membro della famiglia conduce la propria vita seguendo esclusivamente le proprie esigenze, non si mangia mai insieme e a volte non si scambia neanche una parola nell'arco della giornata, ognuno ha la TV, il videoregistratore e tutti gli altri comfort nella propria camera, e quindi quando rientra va direttamente lì e non si preoccupa degli altri. In casa come se si stesse in un albergo…
Inoltre da circa 15 anni a questa parte è diventato popolarissimo e diffusissimo in Giappone il "convenience store", un tipo di negozio aperto 24 ore su 24 dove si vende di tutto: dal cibo (soprattutto piatti pronti) alla biancheria, e una madre può anche non preoccuparsi di cucinare per tutta la famiglia: ognuno può andare a comprare quello che gradisce mangiare.
Ma, se non dal legame familiare, dov'è possibile imparare il senso della compassione e della solidarietà?
Queste vicende tragiche e orribili sono casi estremi, o almeno così ci si augura, ma sicuramente sono un segnale che ci avverte della deformazione della nostra società, nella quale si crede di poter comprare qualsiasi cosa con i soldi.
Yuki Kumagawa 6 luglio 2000
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