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NEGLI ULTIMI ANNI IL TATUAGGIO SI È DEFINITIVAMENTE affermato come una moda tra i giovani giapponesi. Dicono però che in realtà dietro di esso si nascondano ragioni ben più ampie e complesse di quelle che la semplice parola "moda" possa far sospettare. Costituirebbe infatti un modo per cambiare se stessi, e soprattutto interiormente. Un giovane racconta: "nella mia vita vivevo quasi sempre dipendendo da quello che mi dicevano i miei e gli amici, ma fare il tatuaggio è stata una mia decisione per la prima volta". I giovani lo considerano insomma come una sorta di iniziazione per un possibile auto-mutamento, e perciò aspirano anche, e a tutti i costi, a dei disegni assolutamente originali, che nessun altro possieda. Il genere dei disegni varia: da quello tipico americano (teschio, rosa selvaggia, croce, ecc.), a quello giapponese tradizionale (drago, bufera dei fiori di ciliegio, ecc.), a quello bio-meccanico (i dipinti di H.R. Giger) e quello tribale (disegno geometrico polinesiano), fino a quello dei personaggi dei cartoni animati giapponesi (Dragon Ball, Akira, Captain Harlock, Lamu, ecc.). Un'altra caratteristica di questo boom del tatuaggio in Giappone è che coinvolge anche le ragazze. Quando il mensile di gossip "Bubuka" ha annunciato il suo progetto speciale per il tatuaggio (con la collaborazione del famoso tatuatore che ha lavorato sulla pelle dei membri del Motley Crue), promettendo "Ogni mese scegliamo una lettrice e le facciamo il tatuaggio che vuole!", è arrivata una marea di domande, e la rubrica si è ritrovata col pieno di prenotazioni fino a diversi mesi avanti. Anche le feste e le manifestazioni riguardanti il tatuaggio sono numerose. Un "Tatoo Event" si svolge di solito in un locale notturno dove si fanno dimostrazioni di tatuaggio con alla musica dal vivo delle band ospiti della serata. Sembra proprio che, in una società destinata a diventare sempre più virtuale, i giovani tendano a ritornare, con quel 'dolore' del tatuaggio, ad un gesto più autentico e primitivo per ritrovare la propria essenza, e riprendere possesso della propria esistenza.
Yuki Kumagawa 09-10-2000
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