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GLI ADULTI TENDONO SEMPRE A GUARDARE I COMPORTAMENTI GIOVANILI con occhio critico. A maggior ragione in un paese come il Giappone dove la disciplina è da sempre il perno della virtù nazionale. Durante l'ultimo decennio l'audacia dei giovani nipponici pare sia notevolmente aumentata. Secondo un'inchiesta sul comportamento giovanile recentemente eseguita dal quotidiano giapponese Nikkei, sono sempre di più i giovani che si comportano come gli "pare e piace" anche nei luoghi pubblici, che cioè fanno quello che vogliono ovunque si trovino ignorando totalmente l'esistenza degli altri attorno a loro. Il giornale li ha battezzati esseri "My Space" (spazio mio), eco ironica agli esseri "My Pace" (ritmo mio) nome col quale in passato si indicavano, in senso positivo, le persone che vivono la loro vita secondo il proprio ritmo senza influenze esterne. Anche alcuni comportamenti considerati normali in Occidente, ad esempio mangiare qualcosa per strada mentre si cammina oppure, nel caso delle coppie, abbracciarsi e baciarsi in pubblico, erano tradizionalmente cose che non si facevano nei luoghi pubblici in Giappone; ora, però, non c'è più nessun problema. I comportamenti più bizzarri del sondaggio sono truccarsi e cambiarsi le calze nel metrò, e sedersi o accovacciarsi a terra dovunque. Il primo caso si vede soprattutto nel comportamento delle liceali: sul metrò per andare a divertirsi direttamente dopo la scuola, si truccano e mettono le calze più carine (quelle della scuola sono così noiose!) con aria indifferente come se stessero nella loro camera. Per quanto riguarda l'accovacciarsi a terra, oggi lo si vede dovunque: alla stazione, in città, sul metrò, ecc., ma forse più frequentemente davanti al 'convinience store' (negozio aperto 24 ore su 24 di oggetti quotidiani di tutti i tipi, dal cibo al servizio Internet): gruppi di amici si accovacciano, fumano, chiacchierano e mangiano. La scena del crocchio di giovani seduti a terra o accovacciati che chiacchierano s'è fatta estremamente comune ultimamente, tanto che i media hanno coniato un nome: "gibeta-lian" ("gibeta" vuol dire terra in giapponese). Considerando il fatto che i giapponesi sono un popolo igienicamente iper-sensibile, quasi ossessionato dall'igiene (lo dimostra la sconcertante varietà di prodotti sottoposti a trattamento anti-batterico, dalle mutandine ai mestoli per cucinare, normalmente presenti in tutti i negozi), questo modo di fare dei gibetalians è particolarmente curioso e contraddittorio. Creando una sorta di barriera invisibile attorno a loro, dentro cui si lasciano andare come vogliono, questo comportamento dei giovani "my space" sarà un modo di sopravvivere nel 21imo secolo?
Yuki Kumagawa 16-10-2000
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