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IN GIAPPONE ANCHE LE PULIZIE SI IMPARANO A SCUOLA. DURANTE LA SCUOLA elementale e media i bambini fanno le pulizie delle aule e dei bagni da soli: normalmente dopo pranzo c' é l'ora delle pulizie (dura15-20 minuti), a partire però dalle scuole superiori non si fanno più, e figuriamoci all'università: pensano a tutto gli addetti alle pulizie.
Tuttavia esiste un'università, a Tokyo, dove impongono le pulizie come punizione agli studenti che hanno violato i regolamenti.
Nel novembre scorso in questa università privata, a causa dei fuochi d'artificio esplosi da tre studenti della facoltà d'ingegneria scentifica, è scattato l'alarme per sbaglio e sono arrivati i pompieri inutilmente. Al professore della facoltà cui è stato affidato dall'ufficio ammistrativo il compito di punire i coplevoli, sono venute in mente appunto… 'le pulizie'.
Il professore ha gentilmente chiesto agli studenti cosa preferissero: se consegnare una lettera di scuse firmata da loro e dai loro genitori (procedura consueta), o partecipare alle pulizie, e tutti e tre gli studenti hanno optato per la seconda. Si sono presentati in facoltà alle cinque della mattina per riunirsi con gli addetti delle pulizie, hanno indossato la stessa divisa, hanno spazzato le aule, raccolto le lattine vuote, i giornali abbandonati, i biglietti della pubblicità sparsi, eccetera, fino alle otto.
Il professore, soddisfatto dell'effetto della sua nuova iniziativa, ha commentato: "l'esperienza serivrà loro a riflettere sull'errore commesso molto di più di un pezzo di carta."
Dopo questo episodio in effetti l'università ha deciso di continuare a usare l'originale castigo, e studenti che hanno copiato all'esame o hanno calunniato qualcuno su internet sono stati puniti nello stesso modo.
Gli studenti puniti devono scrivere poi, per concludere la loro missione, una breve tesina, nella quale raccolgono le riflessioni maturate a seguito, e molti esprimono un profondo senso di pentimento. Inoltre, dicono di fare più attenzione di prima quando buttano via qualcosa: non la buttano in terra ma la portano in cestino, e di essersi resi conto che l'università non è composta solo dai professori e dagli studenti ma dal sostegno di tante altre persone…
Yuki Kumagawa 20 luglio 2000
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