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SIAMO DEFINITIVAMENTE ENTRATI IN UN'EPOCA IN CUI IL CELLULARE è strumento di comunicazione fondamentale della società. In Giappone ormai 3 famiglie su 4 ne possiedono almeno uno. Per di più, e prima che in Italia, l'azienda di telecomunicazioni giapponese NTT aveva già iniziato, dal febbraio 1999, il favoloso "I-mode": servizio internet per il cellulare, adoperato da più di 7 milioni di persone (principalmente giovani). Secondo l'osservazione del Prof. Yoshiaki Hashimoto, esperto di comunicazione all'Università di Tokyo, la velocità di diffusione del cellulare è senza precedenti persino nella storia della comunicazione umana - spiega nella rivista settimanale Aera: "consideriamo la storia dell'uomo e rimisuriamola in un anno solo: l'epoca in cui vivevano gli uomini di Cro-Magnon, che vengono considerati come una specie con capacità comunicativa superiore (circa 35 mila anni fa), é il primo di gennaio, l'invenzione della scrittura dei Sumeri (intorno a 3100 a.c.) é il 18 novembre, l'invenzione del telefono di A.G. Bell (1874) é il 30 dicembre ore 16:30 circa, e il lancio del servizio cellurale del NTT (aprile 1987) avviene alle ore 21 del 31 dicembre. In poche parole, praticamente durante le ultime 3 ore dell'intero anno della civiltà della comunicazione umana, un nuovo virus nominato "cellulare" ha contaminato tutti." Dunque, come è possibile cavarsela in un'era dominata dall'arrivo imminente del cellulare di terza generazione? ... La parola chiave è "pollice". Ormai i giovani giapponesi riescono a fare di tutto usando solo il loro pollice: inviare e ricevere e-mail, prenotare biglietti di concerti o viaggi, acquistare libri, CD, video, reperire informazioni sui negozi della città o effettuare operazioni bancari come i bonifici, ecc. Addirittura una rivista dedicata ad Internet ha una rubrica, "Oyayubi King" (il re del pollice), che permette ai lettori di gareggiare e misurare l'abilità tecnica (ma soprattutto la velocità) con cui battono sui tasti del cellulare e compongono frasi come scioglilingua! Insomma cellulare e pollice sono due elementi essenziali nella vita dei giovani nipponici, tant'è vero che alla domanda: "quale dei due oggetti ti dispiacerebbe di più perdere in giro, il portafoglio o il cellulare?", molti di loro rispondono il cellulare, semplicemente perché dentro il cellulare ci sono tutti gli indirizzi mail e i numeri di telefono che hanno faticato a registrare (il modello tipico del cellulare giapponese odierno può memorizzare 500 numeri e 500 indirizzi circa!). Non sorprende, dunque, sapere che ci sono ragazze con centinaia di numeri telefonici memorizzati nel loro telefonino, e addirittura ragazzi che possiedono più di un cellulare proprio per poter dare i diversi numeri a diverse ragazze! Una di loro dice di ricevere una ventina di telefonate di ragazzi al giorno, ma poi dopo una lunga chiacchierata e un sacco di risate, non ricorda neache chi è stato a chiamarla...
Yuki Kumagawa 23-10-2000
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