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CERTE COSE SUCCEDONO SOLO AL DAMS
Trenta candeline ed ecco il primo regalo: quattro studenti Dams vincono il premio Sacchi 2000!
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Francesca Rimondi trucco! LE MIGLIORI TESI DI CINEMA STAVOLTA SONO TUTTE BOLOGNESI. ADDIRITTURA quattro, delle cinque che hanno vinto il premio Sacchi per l’edizione 2000, provengono dal Dams. Un gran bel regalo di compleanno, insomma, per il trentennale del corso di laurea in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo.
   Le vincitrici del primo premio, ex equo, sono Francesca Rimondi (Dams-cinema) per “Le meraviglie del noir: cronaca e fats divers nel cinema francese delle origini. 1895-1915” (relatore Antonio Costa, correlatore Michele Canosa) e Isabella Malaguti (Scienze della Comunicazione) per “Problemi linguistici e culturali del doppiaggio cinematografico” (relatore Paolo Leonardi, correlatore Antonio Costa).
   I tre premi minori sono andati ad altri laureati del Dams bolognese: Federico Rocca per “Il cinema di Peter Del Monte”, Federica Cresci per “Lucio Fulci e il cinema horror italiano”: relatore delle tre tesi è stato il professor Antonio Costa, al quale, proprio per l’insieme delle tesi presentate, è stata attribuita la targa speciale Filippo Sacchi.
Ogni anno seguo moltissime tesi - ha spiegato il professor Costa – ciò aumenta la probabilità che tra i miei tesisti ci siano studenti particolarmente motivati e capaci. Naturalmente i risultati di quest’anno mi fanno particolarmente piacere, ma sia chiaro che il merito principale è di chi la ricerca l’ha effettivamente fatta e la tesi l’ha scritta.
   La cerimonia di presentazione si svolgerà a Roma (Università La Sapienza) il 23 febbraio prossimo.

Ma che cos’è che rende una tesi di laurea così speciale, tanto da meritare il premio Sacchi?
   Nel mio caso credo che sia stata premiata l’originalità dell’argomento – spiega Francesca Rimondi, vincitrice del primo premio. - Secondo il professor Costa la giuria del premio Sacchi è particolarmente attenta, oltre che alla qualità e all’originalità, anche alla curiosità che può suscitare dal punto di vista giornalistico il lavoro di ricerca. E poi ho lavorato per due anni alla mia tesi. Sono stata a Parigi un paio di volte per raccogliere il materiale: immagini e documenti che mi hanno aiutata a fare uno studio analitico sui fatti di cronaca nera tra il 1895 e il 1915 in Francia.

Come ti è venuta l’idea di fare una tesi sul noir nel cinema francese?
   E’ un’idea che ho avuto durante il mio soggiorno in Canada, dove sono rimasta per sei mesi grazie ad una borsa di studio prevista dal programma di scambio tra università. Ho cominciato a pensarci e poi ho deciso di approfondire l’argomento, anche perché non esiste nessuno studio del genere.

Quindi pubblicherai il tuo lavoro…
   Probabilmente si, mi è stato proposto già prima di vincere il premio. Tra l’altro è una cosa a cui tengo molto, mi dispiace che le tesi finiscano nelle biblioteche. Pubblicandole riescono ad avere una vita propria.

A proposito di pubblicazioni, hai già pubblicato un libro, giusto?
   Si, un romanzo giallo: “La domenica non si lavora” (Vox Noir, Roma 2000). E tanto per rimanere in tema, ora sto facendo varie traduzioni e pubblicazioni inerenti il noir.

Parliamo del Dams. Proprio a trent’anni dalla nascita del corso di laurea ben quattro laureati vincono il premio Sacchi, una felice coincidenza. Tu hai discusso la tua tesi a marzo 2000 e ti sei iscritta nel 1993. Che ricordi conservi del Dams?
   E’ stata sicuramente un buona esperienza. Certo, ho avuto anch’io i miei momenti di crisi da studentessa, ma alla fine li ho superati. Lo stimolo finale per la mia tesi credo me lo abbia dato mio figlio. Quando ho discusso la tesi avevo già il pancione! Costantino è nato il 14 luglio, proprio nello stesso periodo in cui dovevo consegnare il bando per partecipare al premio Sacchi. Comunque, il fatto che il Dams non indirizzi ancora verso una professione precisa per me è un grande pregio, mi ha permesso di muovermi liberamente.

Secondo te gli studenti iscritti al Dams scelgono questo corso di laurea con convinzione, o semplicemente come unica alternativa alle solite facoltà?
   Tutte le persone che ho conosciuto del Dams-cinema sono entusiaste delle proprie scelte, per cui credo che la maggior parte degli studenti siano consapevoli della strada intrapresa. Almeno noi lo eravamo.

Francesca De Sanctis  12-02-2001

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